Non si muore una volta soltanto (Conversazioni con la morte)
Poi verrà l’ora,
quella che lei deciderà
e sarà buio, notte e forse sonno.
Cadrà la polvere su musica e parole,
resteranno chiusi i cassetti custodi dei padri,
ingiallirà la carta nei quaderni
e si fermeranno i tarli della stanza.
Cadrà la polvere sulla voce, che sale le scale,
sui passi di notte contati dai ragni,
sul disordine dei libri sparsi sul tavolo
e su quello per ultimo aperto.
Chi cancellerà l’impronta sul cuscino?
Chi frugherà nelle tasche dei pantaloni?
Chi leggerà l’appunto rimasto delle cose da fare?
Chi, pietoso, coprirà gli occhi di queste realtà?
Si spartiranno la tunica
di quello che serve e di quello che vale.
Sommeranno tutte le scatole
in una sola da macero
e i fogli nel fuoco
non saranno d’ingombro a memorie svuotate.
Starà in piedi la morte nell’angolo,
quello più buio dell’ombra
con faccia di statua di freddo,
ad attendere della conta la fine,
perché è la sola a sapere,
che non si muore una volta soltanto.
Poi chiuderanno porte e finestre,
perché la comare non scappi,
perché un po’ si riposi.
E sarà buio, sarà notte e forse anche sonno.
©
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L'autore
Floriano Fila
Il Nicaragua è terra di laghi, vulcani e poeti. Impossibile non sentire il bisogno di scrivere.
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