Berlino
Berlino
libera da soffocare
in un severo, verde, numerato
ordine,
la pazzia t'ha prostrata
all'umanità
e la giovinezza t'ha lasciata,
confusa signora di mezza età,
aperta ad un muro
di vergognosa attrazione
che muti i sassi raccontano.
Costruisci
ricucendo case
arte, fiumi
sensi filosofici
vite strappate
a vitrei gusti metallici
sotto le stelle testimoni.
In una landa bruciata
ardi deserto
giallo cuore nel dolore
grattato via dalle pareti
del tuo semita strazio senza astio
tra eterne ombre
spolverate dal vento.
Non sognare Berlino
di volgere il perdono
in arte.
L'orrore metallico
risuona di steli
e l'onta scorre nel fiume
che attraversa
i tuoi siamesi tratti.
Ottonica ladra di cultura,
superba ingrassi del tuo imperituro
Male.
©
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