Respiravo la notte
Mi fermo
frugo dentro al ricordo
si dilata il pensiero
lontano, fino a toccare
il tuo cuore così bianco
come pagina di carta velina
vergata in caratteri acuti, sottili
che sfoglio e proteggo con cura
dal vento, dal tempo,
da me,
dal mio pianto.
Allontanavi i pensieri dagli occhi,
indietro, sull'orlo del giorno
fino all'ultimo dubbio
sulla linea tenue dell'esitazione
a lasciare
il guscio vuoto dell'io.
Dal lavacro delle parole
creature pure uscivamo
dipinte da un filo di luce
che rendeva morbido il buio
©
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