Domenica invernale

L'aria è chiara di luce rifratta da nuvole
ancora assonnate morbide sfatte
sul vassoio immobile dell'alba domenicale.
Silenzio tra le quinte di case
tra linee prospettiche dolci e sghembe,
in fuga al punto lontano, oltre il noto.
Le belle chiese stanche, vecchie spose
che sembrano amate, ma in tempi lontani
piovono cornicioni sbrecciati, come le tazze
di quelle colazioni ordinate tra occhi muti
e tendine bianche che ardiscono vezzi,
schermi pudichi, su cosa?
Sospeso e fermo su di me il mondo,
quando un refolo di brezza gelata
frange le nuvole in oro e crema spumosa
scuote un frinire di uccelli rappresi
e campane sorde al silenzio prezioso
imperterrite cadenzano il vuoto di luce
lacerato perfino da secchi spari lontani,
di caccia invernale.
E io devo vivere, è chiaro.
©
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