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Spirituali 31 ottobre 2014 · lettura 1 min · 2010 letture

Il geco

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Ascolta, ho esposto il sangue al solito posto, sotto il sole cocente, a squamarsi. Sapeva d'inchiostro, d'efelidi, di stracci asciugati al tramonto e il geco, con lingua salmastra, dentro il quale scivolava bluastro l'arcano campanello sinuoso, reggeva sulle spalle quell'astro furioso. Era un dramma conclamato il suo cane che guardava stranito il corpo di colpo rigido al suolo, stava tutto intento a soffiare l'umore sui raggi più scuri. E il canestro che rideva nell'imbocco del buio, assorbiva l'assolo del rettile che aprì le fauci e sputò porzioni di cielo per cavitare l'anima.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Sara Acireale31 ottobre 2014

Non si può di certo negare a questo Poeta la prerogativa dell'originalità creativa. Caspita! Un geco che sputa porzioni di cielo mi diventa simpatico. No, non stona questa immagine descritta in questo modo e figurata come se il rettile che tentò Eva, adesso si è trasformato in geco per salvare l'intera umanità regalando fette di cielo... Penso che ne abbiamo bisogno

Catia Dinoni31 ottobre 2014

"E il canestro che rideva nell’imbocco del buio, assorbiva l’assolo del rettile che aprì le fauci e sputò porzioni di cielo per cavitare l’anima" Trovo significativa questa strofa, una cornice perfetta per un testo notevole, un tatuaggio spirituale, che ti rimane attaccato e segna un percorso di vita, rigenerazione, forza e capacità di sopravvivenza, questo vi leggo. Per gli indigeni australiani, il geco rappresenta il valore dell’adattabilità, un valore necessario all’animale come all’uomo, per poter sopravvivere e andare avanti anche quando sulla nostra strada si pongono ostacoli che possono sembrare invalicabili. Versi potenti con belle immagini di apertura, e quel forte attaccamento alle radici primordiali dell'io.

Azar Rudif1 novembre 2014

La rigenerazione e l'adattabilità alle situazioni sono due caratteristiche addebitate al Geco per il suo modo di vivere. Alcuni passaggi sono criptici e propri dell'autore, ma lasciano un senso di mistero e di percezione che va oltre il "solito posto" ed oltre "l'astro furioso". Colui che si rigenera e sa fondersi al suo mondo esterno (un geco) può donare pezzi di cielo, di quell'infinito che ci contiene ed al quale dobbiamo ricollegarci e ricollocarlo nella nostra anima. La trovo molto particolare e, come tante dell'autore, di affascinante interpretazione