Di giornate a guscio cielo in specchio
Macaia si spalma nello smalto all’unghia onda si sciupa.
Chioma nubesole vento graffiandosi strappa organze mezzelune.
Gettata lì all’asfalto di argentati picchi macchiandosi li oblitera.
Nel porto c’è tempo assente lampeggiante nei semafori d’osterie
che hanno per tappeto un’orma in battima sobrio benvenuto.
Luogo comune diario da firmare un mezzolitro che è casa costante.
E di pizzi e cipria il tailleur nodi d'amore naviga il baule
che di giorno veste il corredo della vedova sposa del marinaio.
Charme e arrogante s’indossa nel tenue pastello salmastro com’è
di scarse e remote retine di giornate a guscio cielo in specchio.
Foss'anche l'apparenza la bonaccia un mare con i tacchi sulla sabbia.
Si guarda e si parla poco.
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Commenti (1)
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Elisabetta Randazzo22 giugno 2007
Molto ben descritto questo testo... hai un modo di scrivere molto particolare... che colpisce
