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Introspezione 4 novembre 2014 · lettura 1 min · 1836 letture

Pendenze

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Sulle cornici della pendenza sostavo frontespizio all'infinitudine del fiume che tagliava visioni d'occhio su panorami immutabili. Foggiavo colline, strade, pile di nubi sparse fra tapparelle diradate ed i colori incollati nel cielo, trasudavano a stille leste cavallette indiate dall'onta disdicevole. Assistevo alle braccia racchiuse sul petto ma la brezza, che dal basso saliva, le sciolse nell'aria dislocandomi nell'incertezza.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (8)

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piera tola4 novembre 2014

Pendenza, quando si rimane in bilico d'un fiume che sembra voglia inghiottirti ma, quella brezza improvvisa alle volte disorienta, anche la più ferma delle nostre idee e del nostro credo.

Carla Colombo4 novembre 2014

Acuto fermo immagine di riflessioni esistenziali in bilico tra l'inazione contemplativa come forma di personale opposizione e il pensiero irrefrenabile che alla fine scioglie le braccia conserte incitando all'azione dall'incerto risultato, lasciando sconcertati e smarriti

Catia Dinoni4 novembre 2014

Trovo questo testo introspettivo scritto molto bene, è difficile non lasciare scorrere lo sguardo sulle immagini che l'autore ci presenta con tanta dedizione, è come vedere le cose attraverso i suoi occhi, quelle pendenze che si temono inghiottano in voragini del non ritorno, quel modellare con il proprio sentire nuovi orizzonti, fatto di terra e cielo perfettamente sincroni... quel volere e desiderare con prepotenza, seppur l'ombra lasci le sue spore di incertezza. Poesia che rapisce nelle belle immagini, culminando nell'ultima strofa che trovo da brivido.

Francesco Rossi4 novembre 2014

Assistere in una posizione dove la veduta non è a trecentosessanta gradi ma saper cogliere dalla visuale a eisposizione elementi introspettivi importanti in chiara chiave filosofica.

Matilde Marcuzzo5 novembre 2014

Si con gli altri. Colpita da queste parole affiatate tra loro e ben dscrittive. Plauso a te

Giovanni Chianese5 novembre 2014

Lo sguardo volge al pensiero oltre l'orizzonte, sprigiona forza d'energia per sagomare tratti indecifrabili aldilà della vigente certezza. Un futuro da costruire sulle basi di un presente è ambizioso traguardo. Un sogno da realizzare che superasse le aspettative, improvvisamente, cade dal piedistallo rovinandosi in mille frantumi. Attoniti si contempla l'onirica conquista, in balia della crudele sorte, che spietata insorge, ed è carestia a sfatare braccia contemplative scaraventandole nel nulla. Strapotere di versi, questa filosofica introspezione, scheggia come uno scappello gli intervenuti.

rita iacobone5 novembre 2014

Con sapiente introspezione il poeta ci porta all'ultima strofa che riapre quel conto inaspettatamente aperto con noi stessi mentre cerchiamo risposte in ciò che ci circonda.

Alberto De Matteis5 novembre 2014

Una visione filosofica dell'esistenza molto suggestiva e riflessiva. Saper vedere oltre l'orizzonte per sciogliere finalmente quelle braccia racchiuse sul petto, sprigionando il proprio libero arbitrio.