Egoplasma

Mi specchio nel riflesso
di me stesso
Sorto dal vuoto
come spirito in un corpo
sfinito,
immoto.
Mi guarda quel volto
distorto
come fossi per lui familiare.
Magari
potessero parlare
i miei occhi di fumo!
Direbbero svanendo
“siam quelli che ti fissano
quando ti svegli e credi d’esser
vero
quando dal cimitero
fioriscono le immagini di te
ritmate dai cari parenti
che
ricordano stanchi
quando nel buio languiscono
fiammelle di rimorsi
quando i morenti
sogni
ti pendono ai
fianchi
falchi in picchiata
sulla colpa tua
d’annata,
antica e non per questo
indolore
Siamo
scintille di vapore
spirale di menzogne
sentinelle del tuo ego
nero
grigio
verde- speranza
quando t’illudi,
t’illudi di sostanza
Siamo coloro che non se ne vanno
che anno dopo anno
aleggiano sul tuo rimuginare.”
Ah
Potessero gridare
quegli sparvieri di nebbia!
Ma sono muti e vuoti
e troppo sinceri
per volare oltre il
vetro troppo
[SPESSO]
mi specchio nel riflesso di me stesso
ma ciò che vedo non
esiste PIÙ:
scomposto e frantumato e
inadeguato,
un quadro di Cezanne
su uno schermo
di .
©
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