Vita in campagna

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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La vita in campagna, quella del contadino molto molto dura. Credo che sia uno dei pochissimi lavori che si facciano per puro amore della terra, poiché molto faticoso e duro il coltivar dei campi bisogna abbassarsi al piano della terra e, per noi esseri umani eretti su due piedi è grande fatica. Ma credo che i frutti siano il ripagar di tanti sacrifici ed è grazie anche ai contadini che il cibo sia un lusso per la quale un grazie è doveroso e di rispetto.
u n lavoro fatto con amore con cura... bella la metafora della mamma... questa sua dedizione darà dei frutti... ottima lirica che ho letto con attenzione e piacere...
La bellezza delle parole accompagnano un lavoro duro, ma anche libero dove la quiete della giornata scandita dalla fatica delle ore e la libertà che s'innesa e dentro le messi di ogni seme piantato, un amore in simbiosi con la Terra, regalarsi un reciproco sudore...
Si, è dura la vita del contadino, con molto sudore e fatica. In passato, specialmente, era un lavoro massacrante ma sempre meno alienante del lavoro in fabbrica dove si è considerati dei numeri. È creativo il lavoro in campagna perché si può vedere il frutto del proprio lavoro dalla semina alla raccolta, si vedono piccoli germogli spuntare e poi, piano piano ci saranno i fiori e poi i frutti. In un verso il Poeta paragona il contadino a un Dio e mi trovo a essere d'accordo con lui. Senza coloro che lavorano la terra non ci sarebbe niente da mangiare.
"Un gesto d'amore, quasi da padre" quel seminare la Terra vergine che darà i suoi frutti... una poesia dal ritmo pacato come pacato ed equilibrato è quel gesto ripetuto innumerevoli volte dal contadino nell'allargar il braccio a spandere i semi sulla terra. Un poesia cadenzata dal suono di questi semi che sembra di sentir in sottofondo, il pugno che affonda nella bisaccia e poi il loro volo a planar sul terreno da fecondare. Bellissimo ritorno alle origini, pieno di riconoscenza
Leggo questa poesia e mi danza lo sguardo, nell'immediatezza mi arrivano le pennellate calde di vita agreste di un Vincent Van Gogh, mi risuonano all'orecchio i versi di D'annunzio "...Il seminatore avanzava con lentezza, affondando i piedi umidi nella terra cedevole, levando il capo nella santità della luce. Il suo gesto era largo, gagliardo, sapiente; tutta la sua persona era semplice, sacra e grandiosa..." Ecco, tutta questa sacralità nel consumare le braccia e la schiena, quasi una preghiera consacrando un raccolto alla madre terra, piccoli gesti, trasportati dall'autore in questi versi che vengono assimilati con semplicità, che donano a chi legge un nuovo dipinto di vita in campagna, facendone respirare ogni profumo.
Solo la passione fa compiere gesti semplici con tanto amore, trasformandoli in qcosa di unico . Bella, apprezzata per la semplicità
natura è la tua donna che ti ama, natura è invettiva e genio ...genio folle di de andrè ...genio folle di chi scrive sulla propria pelle come te. bravo
Qualsiasi lavoro, anche il più umile, come quello del contadino, quando vien fatto con amore e passione gratifica se stessi e rende un utile servigio alla società intera.
La vita in campagna è certamente salutare e il lavoro della terra svolto con amore ricompensa coi suoi frutti deliziosi l'infaticabile contadino che se n'è preso cura con dispendio di energie, ma soprattutto con immensa dedizione.
Non c’è lavoro più pesante e massacrante di quello del Contadino. La fatica che lo aspetta e le tribolazioni continue, sono lo scenario sentimentale della sua quotidianità. Definirlo un dio amorevole, un Padre che a modo suo “crea”, è davvero il minimo per una vita vissuta duramente che spesso non è ricompensata come merita.











