L'oblio dell'umanità

Unghie rabbiose graffiano il muro dell'opulenza,
da troppo tempo la coscienza ha visto il volto dell'arroganza.
Profilo sprezzante si leva dai sepolcri,
calce viva brucia le membra, l'anima, gli occhi.
Figure scolpite eterne, pietre consumate,
vivono nel volo notturno, senza luce, senza pace.
Occhi vuoti, orfani di pietà in fondo al pozzo nero, profondo, più in fondo.
Una difficile alba, scolorita, plumbea si alzerà nei gorghi dell'indifferenza.
L'inferno ingoia sospiri, labbra arse che non hanno parola, sfumano nell'ombra che non muore.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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paolo di cristofaro3 dicembre 2014
questa è denuncia graffiante dell'ingiustizia sociale espressa in modo toccante! Grazie!