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Sociale 11 novembre 2014 · lettura 2 min · 701 letture

Una storia

M
Maria Francesca 703 poesie pubblicate
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Piatto il cammino, lento, un giorno segue l'altro, uguale, battono le ore che il tempo stringe la gola. E guardi i tuoi figli, ma il futuro é nell'ombra, con i giorni a venire più neri, e nero, é il colore del tuo cuore nella solitudine del tuo male. E pensi al tuo lavoro che hai tanto amato, eri bravo perbacco! forse il migliore. Poi t'han detto "non servi"; così t'hanno lasciato andare sulla strada a morire. Che dire, quando la terra ha cominciato a girare, quando l'ansia e il timore ti hanno schiacciato, riverso, con la bocca a terra ad ansimare. E i giorni troppo vuoti seguivano notti d'insonnia, su quella strada, a salire trovasti il bicchiere. Poi fu un cadere profondo, più in basso, più giù. Sindrome depressiva, sentenziava il dottore, quattro pastiglie e tiriamoci su! E'vero, non si può morire quando si vuole, se t'hanno tolto la dignità di lavorare, la felicità di portare a casa il pane sudato. Ma va bene così si, anche in balia dello sfruttatore, non si può rifiutare quello che almeno ti da le briciole da mangiare.
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Una storia, si sa, lascia il tempo che trova, specie se di storie simili ce ne sono tante, mi sono avvicinata a questo dolore piano, con molto amore. Forse sono caduta nella banalità,nella retorica o, non so che altro, ma io volevo solo raccontare una storia con tanto amore, con candore. Quando cambiano le carte, senza avvisare, esercitano un potere crudele, danno premeditato, la crudeltà è la premeditazione. Lo sai e lo fai, la consapevolezza del male! Questo è terribile, e allora... la storia passata non é servita a nulla? la crudeltà lucida crea spirali di male.

M
L'autore
Maria Francesca

Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol

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Commenti (2)

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C
Carlo Barretta12 novembre 2014

Quando si racconta una vita, quando ci si avvicina ad essa, con la partecipazione emotiva con cui l'hai fatto tu, il rischio di cadere nella retorica non sussiste, a meno che non si vogliano definire retorici i sentimenti, l'idealità, la pietas. No, non sei stata retorica e sei riuscita a coinvolgermi, con pochi e crudi versi, simili a pennellati di un grande artista. Grazie!

Francesco Rossi12 novembre 2014

Ho letto la poesia e trovo che i versi sono esposti in modo sciolto con ottima struttura. La nota esplica ulteriormente il contenuto stesso.