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Fantasia 17 novembre 2014 · lettura 2 min · 1730 letture

Primi due anni elementari

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Un treno va di stazione in stazione come pensieri in fuga nel dopo scuola e, finita la merenda ed anche la ricreazione, passava a valle e spariva lasciando fuggire oltre i monti un vuoto cervello o dietro le parole di quella albina sempre sola col gemello che parlava solo con me, seduto sulle scale, quando il sole era scuro. Devo tornare su quella strada e fermarmi, fermarmi ancora al ponte e quel mulino a ruota scorreva l’acqua, spariva a valle dopo un giro come un giro di giostra nelle feste di paese. Allora tutto andava come barchette lungo il ruscello passava un mondo come un treno che sbuffava oltre tutto scompariva, non so dove, ma oltre ed io restavo sospeso, vuoto e felice con le mie matite con il cestino vuoto fino a domani per una nuova merenda per un altro sguardo dell’albina dagli occhi chiari per un altro giro della ruota di un magico mulino. A sera svanivo tra le stelle di Orione e le Pleiadi. Dove mi trovavo? Non l’ho mai saputo! La nebbia nascondeva insegne di strade senza nome. La realtà era solo quella sveglia mattutina che veniva da una voce di donna: Alzati che è tardi, il latte è già sul fuoco! L’odore dei biscotti e del dentifricio, un’aula delle elementari con una maestra, A come albero, B come barca, C come cane, una finestra dove passava un treno lasciando il vuoto e la felicità del nulla, forse!
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Saluti dall'architetto. I miei primi due anni alle elementari in Calabra terra ai piedi di un santuario e affascinato da un mulino (nella foto)... già pensavo all'architettura! Un blues lento per dare ritmo alla lettura e perché è il miglior ritmo musicale che esista, per me.

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (2)

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Catia Dinoni17 novembre 2014

Rotaie che già tracciavano nuovi percorsi... un fermo immagine che riporta a ritroso nel tempo che fu di momenti spensierati, cadenzati da una voce confortante al mattino, dallo sferragliare di un treno carico di sogni, di tante voci dentro che raccontano le loro storie, e ancora, profumi, rumori... e quel mulino, punto focale della poesia... il suo alimentarsi con l'acqua, prospettiva di un pensiero che scorre fluido, da ciò che si sognava allora, da quello che oggi si è. Ps. Il blues è per i palati fini... una nicchia che culla il nostro vagare.

Francesco Rossi17 novembre 2014

Leggendo la lirica si è trasportati all'indietro nel tempo con rimembranze vive che accompagnano il nostro futuro, il poeta in scrittura creativa offre un quadro poetico d'insieme.