Qualcosa di te

Ecco
improvviso, attraverso l'argento degli occhi
opachi graffiti di pioggia,
filtrare il ricordo ancora intonso
distorto dalla nebbia
di qualcosa che ha tremato nell'ombra,
qualcosa d'ignoto alla gente
qualcosa di te
che nessuno ha compreso
finché quel silenzio ha parlato
lasciando l'inerte figura a cospetto del cielo
Oscuro di un'anima erosa
che odiò la vita
e la sua stessa carne
tanto da ferire il tempo breve dei suoi sogni
spezzando l'effimera tela di ragno
attorno alle ali di neve,
lasciandosi dietro orme di parole
epiteti sporchi di rabbia
ermetiche grida di donna incompiuta
tradita
incompresa
da un mondo schiacciato dal buio
ed amata, però
nonostante,
pur sorda alla voce di sguardi arrossati ed amari
dei visi più cari
Qualcosa di te
ti racconta
e fa male
tu, mesta ribelle alla pelle che indossi
al sapore del pianto
al calore d'abbracci fugaci
al colore che cambia
cambiando la forma ai domani listati di nero per sempre
e per sempre, dolore
a chi resta,
rimasta
a metà fra la notte e il mattino
fuggendo il destino
che udivi ruggire da dietro la porta
E piango, di te, quel qualcosa che freme nel vento
che ha avuto 'sì fretta di andare, da solo
e la scelta
di dirsi sconfitta
spegnendo ogni luce
credendo alla notte bugiarda e infinita
che quiete promette
e lei
t'ha ingannato, guidando i tuoi passi alla cieca,
rubando degli anni più acerbi l'incanto
e con esso ogni gioia e speranza
ogni dubbio e certezza
e dei giorni, le molte stagioni che avevi dinanzi
la forza di stringere i pugni e lottare
scegliendo quell'unica strada deserta alla selva di stelle
al delirio sublime di un fiore che sboccia
al tepore di un bacio
che illumina l'iridi ebbri di sole e sorrisi
e i pensieri che in ultimo hai perso
svanendo l'essenza
e il profumo di liete novelle
E quel nulla
che annega il tuo volo che annaspa tra foglie e sospiri
ora tace
coperto da coltri d'autunni piegati dal gelo
e nel sale si macera il senno
e dispera
incrinandone il marmo che è inciso
del coraggio d'esistere
arreso
in catene
incagliato nel sonno profondo del fiume.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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