Figlio
La mamma ti addormenta teneramente
e con cura ti adagia sulla soffice culla.
Tu dormi ed io ti guardo;
sembra che mi voglia sorridere
e invece tu sogni.
Tu sogni la rosa
profumata e senza spine.
Schiudi la tua piccola bocca
come per dirmi qualcosa,
ma no,
non a me, ché non puoi.
Tu parli con gli angeli,
divini cantori di ninne nanne divine.
Io ti guardo, figlio mio,
ed i miei occhi non vedono
così volentieri spettacolo migliore.
Io ti guardo ed il mio cuore
si colma di gioia e di speranza.
Dormi, piccolino mio,
dormi ignorante ogni cosa.
Felice te, che vedi, senti
e non capisci nulla!
Dormi, pargoletto, dormi!
Parla e sorridi ai tuoi angeli.
Il linguaggio dell’uomo è crudele;
imparata questa funerea canzone,
non sentirai più degli angeli il bel canto
e pur la rosa fragrante di un tempo
ti sarà spinosa e inodore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gino Ragusa Di Romano
Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!