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Introspezione 24 novembre 2014 · lettura 1 min · 1895 letture

Grigiore

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Spesso mi assento tirando pugni al vento e raglio col maglione grigio asino che a scuola non sapevo decifrare neanche la mia scrittura. Raccoglierei ogni folata nell'ispida gola, profonda è la conoscenza dei gusti a gestire bolle e fessure gradevolissime al palato glabro. Un boccone amarognolo s'assapora tramite il tramortito tramonto dei sensi. Col grigiore della sera, ombra mia che sguinzagli la paura tra lacrime copiose, abbai in un angolo desolato a sfamare voglie d'assalire l'innocenza di un mattino fresco che nascerà già stanco. Col grigiore la ragione luccica e saprebbe anche accreditare postulati di identificazione, lucida condanna il martirio dell'attività neuronale spremuta nell'asettico splendore.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Alberto De Matteis24 novembre 2014

E' tipico un po' di tutti noi - forse - quel grigiore della sera allorquando subentra una certa paura di non farcela ad arrivare al mattino seguente.

Catia Dinoni25 novembre 2014

Assentarsi... quasi implodendo dentro con la rabbia che ci attanaglia, per quel grigiore che ci si incolla addosso giorno dopo giorno. Un boccone amaro e duro da digerire, che si ferma proprio lì in gola e non permette di gustare il sapore innocente di quello che si desidera. Introspezione molto accurata e forte di contenuto, trovo particolarmente significativa la quarta strofa. Credo che momenti così chi prima chi dopo, tutti possiamo riconoscere quelle sfumature di grigio plumbeo che nasconde temporaneamente la luce...

Matilde Marcuzzo25 novembre 2014

Quando scriviamo, tutti noi ci assentiamo, un po' come quando dormiamo, ci stacchiamo dal reale e capitiamo dove nessuno può parlarci o obiettarci, dove ciò che vediamo ci fa crescere o ci fa guarire. Mi inchino a questo frutto di genio. bravo