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Donne 28 novembre 2014 · lettura 1 min · 3747 letture

Redimersi

Marco Morandi 50 poesie pubblicate
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Silenzi rappresi da storia antica, fuliggine celata, lontana dai ricordi. Occhi nascosti a realtà funesta or che nessun gesto libertà manifesti. Allora lava la carne tua non pura nell’acqua torba di altrui peccati. Disperdi in essa i tuoi, senza rancore. Con mano, nuovamente, sfiora il suo bel viso Fai sì che nobile creatura torni ad essere per te vita... non carta scarabocchiata con lapis senza punta. Or segna lievi, le morbide linee dell’amore. E infine, non nascondere l’errore fatto; libera colei che a te, di par diritto vive. Prendile la mano e scusati con essa per coronar la vita della ragione propria. Tu donna, di bigio color carne, perdona l’uomo di tal viltà nascosta. Accetta redenzione di lacrime riverse e insegna ad esso la strada dell’amore.
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Una poesia che parla della violenza sulle donne vista dalla parte dell'uomo che sbaglia. Per una volta invece della vittima si parla del carnefice.

L'autore
Marco Morandi

2010 Pubblicato con Editing Edizioni il primo libro di una trilogia intitolato "La nuova era" 2011 Publicato con Edizioni a Nord Est il secondo libro intitolato "il nuovo cammino" Tra il 2011 e la fine del 2012 ho pubblicato Ogni mese un racconto breve 5400 battute per un totale di 17 mesi per Giulio Perrone Edito

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Commenti (11)

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Elena Artaserse29 novembre 2014

Non sempre è facile il perdono quando la propria anima viene calpestata da un essere che ha condiviso il tempo dell'amore. Redimersi deve essere un atto di coraggio e di sincerità.Soltanto allora il pentimento acquisisce significato e si ha la possibilità della speranza di poter continuare il cammino insieme. L'autore esorta la reciproca redenzione per vivere ancora insieme la magia dell'amore.

angelo blu9 dicembre 2014

Una poesia forte e originale, parole dirette al carnefice e alla sua coscienza, un monito dolce ma deciso che punta e arriva deciso alla ragione... complimenti

Umberto De Vita9 dicembre 2014

Non credo che evidenziando in questa poesia il carnefice, si voglia trovare una sorta di scuse. Il poeta giustamente ha preferito in questo senso; scrivendo una poesia notevolmente valida e attuale.

Anna Maria Cherchi9 dicembre 2014

la cosa più triste, che non bisognerebbe dienticare, è che questi carnefici sono stati educati da donne!

Francesco Scolaro9 dicembre 2014

Uno sforzo poetico eccellente, quello che l'Autore ci propone, indirizzato a quei soggetti che, sopraffatti dalla ferinità che in loro alberga, si lasciano andare a maltrattamenti di natura violenta nei confronti della donna amata. Un atto di pentimento e di risarcimento morale ne è l'auspicio. Poesia dal giusto tratto unita ad una visione del mondo che tutti noi vorremmo migliore ne fa una lirica da apprezzare e condividere.

Donato Leo10 dicembre 2014

Una composizione poetica che fa riflettere. Purtroppo l'esercito dei carnefici è in continuo aumento. A volte non è perdonabile il male che si arreca alla propria donna.

Sara Acireale10 dicembre 2014

Quando per anni si è subita violenza, non è facile perdonare ma penso che tutti si possono ravvedere e se il ravvedimento è sincero e c'è l'amore si può anche perdonare. E' difficile ma non impossibile ma penso che il violento abbia bisogno di un percorso, magari può essere aiutato da un psicologo, per non ricadere nell'errore...

Grazia Bianco11 dicembre 2014

Solo chi ha vissuto ciò può capire... le ferite restano e si mascherano di tiepidi veli soporiferi... perdonare è difficile, ma non impossibile...

Ela Gentile11 dicembre 2014

Ho apprezzato molto questi versi che, per una volta, non parlano della donna vittima, ma dell'uomo che sbaglia e sono molto incisivi nel cercare di convincere lo stesso che potrebbe rimediare, chiedere scusa e correggere i propri gesti di violenza e tramutarli in gesti di tenerezza. Tutti possono sbagliare, ma possono anche redimersi e riconoscere gli errori, pentirsi e cambiare la propria indole in meglio. Complimenti all'autore, con tutta la mia stima...

Marisol5826 dicembre 2014

Credo che con questi bellissimi versi si voglia far riflettere quanto a volte sia facile giudicare e chiaramente quanto si manifesta più solidarietà verso chi ha subito la violenza piuttosto che verso chi l'ha commessa, prima di giudicare infatti sarebbe necessario riflettere sulle situazioni che portano ad arrecare violenza su un altro essere umano, le origini del bene e del male sono radicate in ciascuno di noi e in genere quando si vivono situazioni di conflitto l'una prevale sull'altra. C'è sempre un motivo per ogni cosa che accade voluta o non voluta. Poesia profonda e intensa che fa tanto riflettere anche per il fatto che questo tipo diviolenza è in costante aumento. Grazie.

Giovanni Licata25 febbraio 2015

La libertà esiste nell'uomo in una coscienza umana della vita, uomo e donna sono un'anima, Nostro Signore l'ha generato pur la ribellione dovuta dal demonio, non li divide, come tale chi calpesta codesta legge non ne degno di vivere l'umana convivenza, i versi ne sono umanamente consti alla libertà di coppia bravo.