Il Ponte Levatoio
Azar Rudif
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Oggi è finito un altro ieri,
attende un altro domani
e di trovar le sue mani.
C'erano molte cose da chiedere,
ancor più da dire
ed un infinito da conoscere.
Ti tocca un altro boccone che accartoccia lo stomaco
per un cuore che affoga in una palude d'assenzio
per un'anima sospesa a taglienti fili di silenzio.
V’erano altri commensali celati
alla mensa dei pensieri amati.
Un grande esperto delle Muse
un oscuro dalle poesie concluse
ed uno ignoto di poesie occluse.
Sento di lontan strider catene e argani
sollevar quel ponte levatoio
e lui tornar dentro fin sull’alta torre
ai suoi libri, alle sue penne.
T’avevo avvisato:
non passeggiar fuori dalle mura
tanto pesate e costruite,
questo mondo non è tuo
e non giace qua ciò che vuoi.
La tua anima, in cerca di due ali,
come specchio ricurvo amplifica l’altrui essere,
vive solo dell’aree puro e sincero degli alti voli,
rende sicuri e facili al passo i sentieri impervi,
restituisce par moneta e interessi.
Solo resta la tua demoniaca condanna a dover conoscere
che d’odio e d’alchimia tramutasti in volere.
C'è rimasto un solo morso al frutto dell'albero proibito.
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Azar Rudif
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