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Riflessioni 30 novembre 2014 · lettura 1 min · 800 letture

E lo chiamano Natale

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Maria Francesca 703 poesie pubblicate
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E lo chiamano Natale, questo soccombere nell'aria umida di scirocco, questo vagare nel tempo di una povertà morale. Disegni criminali, hanno minato il futuro, preparato catene di una diversa schiavitù. E lo chiamano Natale, questo cercare cibo nell'immondizia, questo bruciare i gioni nella stoltezza madre del vuoto. Andremo ancora a coltivare ortiche, a lanciare sassi contro pareti di gomma. E lo chiamano Natale, questo volantinaggio di ultimo consumo, quest'obolo di beneficenza, al sistema che ci assale, questi addobbi fittizi, di cera vecchia rivestita. E lo chiamano natale, questo vecchio Carnevale, che si aggira per le vie a distrarre l'attenzione, tragico mito di un potere già fallito, che vive solo di presunte convinzioni.
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L'autore
Maria Francesca

Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol

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Commenti (3)

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Annamaria Gennaioli30 novembre 2014

Lo chiamano Natale, figlio della contraddizione, un essere povero in bacchetti luculliano, ora che la semina di una stoltezza infinita raccoglie disperazione, siamo ad un bivio, o si cambia o si muore. Il Natale non c'entra lui è cresciuto sotto la cappa dell'ignoranza, quando un povero Cristo è morto solo ucciso dalla dall'egoismo e dalla paura ...

Lidia Filippi2 dicembre 2014

Una riflessione quanto mai sentita e condivisa, espressa in versi efficaci. Un contenuto che rispecchia, purtroppo, la realtà di oggi. Dividiamo pure fra tutti le responsabilità di questa "non fede" che ci porta a considerare il Natale prevalentemente in modo consumistico. Chi ha il potere di "fare" non fa nulla, gira lo sguardo altrove, mentre sono ormai molto coloro che rovistano nelle immondizie per sopravvivere, e non solo a Natale. Bella poesia, amara denuncia.

Antonella Garzonio10 dicembre 2014

Natale è festa della spiritualità.Se viene a mancare questo fondamentale si riduce a trionfo del consumismo, dello spreco, accentua le disuguaglianze sociali. Condivido pienamente le tue riflessioni tristi, ma profondamente vere.