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Fantasia 1 dicembre 2014 · lettura 2 min · 1676 letture

E' sottinteso ed è chiaro

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Piove, ma non vi sono gocce oltre questa finestra e piove, son gocce dietro i mei occhi, è sottinteso: le mie lacrime non rigano il cielo sempre divorate e nascoste. Chiusi nelle scatole tra malodori di terra saldata e mazzi di chiavi in cerca di serrature, è sottinteso: ero bambino con i miei mattoncini ora progetto versi e disegno casa mia. Mi son vissuto ove non era questo luogo che ora sia capovolto e sotterrato, è sottinteso: male parlo della Città Nuova buttata ai piedi di un montagna cava ancor dormiente Annichilisce il Caos nella logica delle sequenze aritmie geometriche e collassi matematici, e’ sottinteso: bagno il pannolino se vedo Einstein o leggo costruttori di strofe ad effetto pirotecnico. C’è un muro, il mio cavallo lo salta, voi no! C’è un mare, il mio veliero vola, le vostre navi all’attracco! C’è un castello, ma una regina non c’è. C’è un mare all’angolo dell’occhio che tempesta. È sottinteso: il traduttore inizi dall’alto o dal basso dal centro inizia il Caos dove non c’è uno solo, un unico costruttor fantasioso di poesia immaginosa che a sparar girandole è la stessa cosa. È sottinteso: sono nel caravanserraglio del nonsense dove l’astrusità divien verso poetico la divisibilità dei numeri primi divien scienza. Avevo un nonno rivoluzionario che girava col trombone ma lo chiamarono brigante ed è mio per eredità. È siamo d'accordo, non userò il trombone e non scherzo ora che ho nascosto squadra e compasso all’umanità incapace di misurare il suo nonsense
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E' anche sottinteso che una birra ed un blues ci voleva dopo tutto questo caos indotto e se non riconoscete il pezzo vi lascio senza birra e prendo il trombone e la prossima volta vi rifilo il grande Magic Slim... Come sempre chiedo venia a Galileo se nomino sempre Einstein e mai lui...

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Azar Rudif
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Commenti (4)

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Massimiliano Moresco1 dicembre 2014

Un ottima poesia, se vogliamo anche ironica, nella quale si scorge il pensiero di Azar su come il mondo attraverso la logica abbia prodotto un mondo ipersofisticato ma privo di quella immaginazione alla quale Einstein faceva affidamento ritenendola addirittura più importante. Infatti è solo attraverso la fantasia che possiamo gettare le fondamenta per nuovi mondi "utopici" e per i quali l'asfiffiante ragione ben poco può fare. Spero di aver ben interpretato.

Francesco Rossi1 dicembre 2014

Ho letto con attenzione e devo dire con fatica la composizione dove lo spirito rivoluzionario viene preso per mano e nella chiusa visto che siamo in tema di fantasia ecco emergere il grande architetto che ripone i suoi strumenti di lavoro.

lucio lucentini2 dicembre 2014

Hai gambe lunghe e pensieri che fagocitano lo spazio prima del divenire tanto che chi legge non poco fatica a tenere il ritmo e ne sei cosciente che il gioco è pura resa, una prova di forza che elimini la stupidità, anche se il Rock- Blous è pura liberazione, “ma è sottinteso...è l’architetto Verso che lo impone”. Avevo un nonno anarchico che preferiva alle idee le donne, ma…. gran bello stile.

Anna Di Principe3 dicembre 2014

Nell'essenza della poesia l'autore elabora immagini interiorizzate, che diventano esperienze di verità. Egregiamente è usata la memoria emotiva ...straordinaria l'evocazione e il riferimento del nonno. Apprezzatissima...