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Morte 2 dicembre 2014 · lettura 1 min · 921 letture

Nero (Nerone)

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Arundine Rosario 28 poesie pubblicate
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Non una nota risuonò quella notte, la lira vuota lascia le corde rotte. Il Campo Marzio l'aprii alle genti, quando ebbi visto da Anzio delle ombre ardenti danzare a valle e dove poi il vento suona. Da templi a stalle, danza e passa lei sola: l'ombra vetusta che il suo ora reclama, che brucia, gusta e poi riabbraccia ciò che ama. Io volli un regno in una dimora d'oro, di giorno, un pegno, per il re Sole il dono: come una luce dopo le notti scure. Ma sul quel duce ricaddero le cure, la colpa tetra del nero imperatore e della sua cetra, ma che puerile autore! Giunto alla tomba con la lama alla gola, caddi nell'ombra: Roma brucerà ancora.
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Nero era il nominativo per Nerone in latino (in inglese infatti resta Nero), da lì il titolo volutamente ambiguo. Struttura e retorica pomposa e pesante per ricalcare un po' il gusto personale del personaggio stesso e del suo tempo.

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L'autore
Arundine Rosario
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