Salice

Se mai fosse
ch’io divenissi quercia,
d’alto della mia
maestosa presenza,
darei dimora e sicurezza,
darei di me
inviolabile presenza,
emblema di tenacia,
forza e coraggio.
Se mai divenissi quercia,
d’altri sarei sicura
e fidata vita,
d’affidar giovani vite.
Se mai divenissi quercia,
diverrei ciò che già sono.
Il vento continuerebbe a turbare
i miei rami, a ferire il mio tronco.
Il mio cuore
rimarrebbe
alla mercé
d’ogni dolore.
Sono quercia
e di cuore fuscello,
cuore che piange o ride
a sofferenza
di apparente quercia
ma d’animo piangente.
©
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Commenti (4)
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Francesco Luca27 giugno 2007
voller assomigliare alla durezza di un quecia ci può aiutare in mezzo agli altri... ma da soli, con noi stessi, le fragilità ci invadano, facendo male... molto bella, scorrevole... piaciuta
R
Roberh27 giugno 2007
dentro la quercia un salice piangente, la durezza esterna e la fragilità interna come binomio per una profonda riflessione. molto molto bella!
Zima27 giugno 2007
come grande quercia offri riparo e sicurezza, dentro un cuore tenero nel quale si intravedono le fragilità di ogni essere umano...
Barbara Di Lorenzo27 giugno 2007
la consapevolezza del limite contrapposta al desiderio bramoso di voler essere... tristezza e forza mescoli in questi versi. da brivido


