478 lettori online · 361.338 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Uomini
Uomini 4 dicembre 2014 · lettura 1 min · 1903 letture

Senza Titolo

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
+ Segui
Mario s'aggirò scalzo con la sua solitudo poco beata ma tanto affilata lama che di albedo non rifranse luce ma spicchi di sole assorbì nella superficie stolida. Ricordò Mario, l'uomo che fu valida scommessa di aneliti verso la promessa arresa per l'unione che martirio divenne nel futuro. Un giorno come tanti un paio di anelli sancirono il legame che di amore fu ma che un contratto solenne prese il cuore suo per gettarlo nella notturna erosione dell'essere. Diventò un erogatore, di calde e fredde bevande e domande sempre più insistenti, soldi, vestiti, scuola, corsi, paghette, dischi e poi "devi pure accompagnarlo nella piscina privata alla scuola di danza che sennò rimarrà sempre un tarlo se non trova la sua strada e la sua gloria..." cosa vuoi che sia! Un giorno Mario con la mano destra indietro nella tasca s' accompagnò al rosario nella fossa degli addii lo trovarono appeso alla corda tesa al collo rosso stelo di un fiacco viso arreso.
♥ 0 💬 12
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Nome di fantasia.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

Tutte le opere →

Commenti (12)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale4 dicembre 2014

Il prezzo fu la vita canta il grande Fabrizio. Purtroppo, molti sono i Mario, in questa odierna società, molti sono quelli che non riescono a superare certe convenzioni, che non ce la fanno. Sono vittime del consumismo, di una società malata che non tiene conto dell'ESSERE ma dell'AVERE.

piera tola4 dicembre 2014

Vittime della società...credo che alcune volte anche i carnefici siano vittime di una società che purtroppo è malata. Dare il meglio dare tutto ad ogni costo ha un prezzo e mi chiedo ne vale la pena... come l'Autore canta, per non rischiare di rimanere un tarlo... Purtroppo è triste ma siamo noi che ci poniamo punti di arrivo che spesso sono imposizioni... neanche nel nostro modo di vivere siamo più liberi, pregiudizi consumismo e molto caos regnano come concetto primario scavalcando il vero senso della vita della famiglia, genitori figli famiglia non sono più al sicuro e qui il discorso si fa lungo molto lungo... ma è il punto sulla quale soffermarsi e ripartire... forse la speranza per ricominciare. E come dice L'autrice Sara troppi Mario...

Carla Colombo4 dicembre 2014

Un nome come tanti, un uomo come tanti, una vita che scorre monotona tra mille incombenze soffocanti, corsa alienata del moderno vivere... quando poi si ha la percezione di essersi trasformati in "erogatore" qualcosa all'improvviso scatta rivolgendo però la propria ribellione contro di sé. Acuta analisi e intuizione, geniale fulcro quel dispenser automatico...

rita iacobone4 dicembre 2014

Entra profondo nel cuore il poeta come lama di coltello con una storia che è la fotocopia di tanti uomini dei giorni nostri. Oggi vivere appare sempre più complicato, perché in fondo all'anima ci sentiamo soli e spesso non compresi nelle nostre esigenze che domandano ascolto sincero.

Patrizia Ensoli4 dicembre 2014

Realistica declamazione della nostra società tutti impacchettati come soldatini allineati " la società sa cosa è buono per l'uomo, lo incanala bene in tutte quelle cose preconfezionate, tutti atleti talentuosi tutti robottini tecnologici ed efficienti!" Canzone intonata perfettamente alla solitudine e alle prigioni che abbiamo costruito con le nostre mani! Belle le metafore, buono il ritmo ... Direi più che apprezzata!

Un nome ordinario, una storia comune, una vita normale... una società malata che spesso diventa carnefice di uomini feriti nell'orgoglio e nell'onore

Francesco Rossi4 dicembre 2014

A caro prezzo si paga la voglia di esternare le diversità che in questa bigotta società non vengono recepite con la dovuta delicatezza e sensibilità. Il suicidio è la meta finale di un percorso tormentato, solitario e purtroppo non condiviso.

Catia Dinoni4 dicembre 2014

Un uomo come tanti... ma che tanti non conoscono... per ogni cappio stretto raccogliamo le nostre sconfitte. Finalmente leggo una voce che è capace di uscire dal coro, non me ne voglia chi sposa da sempre la causa del sesso debole, ma chi è debole oggi? Ci sono uomini che non hanno più voce, non hanno più casa, non hanno più scelte perché messi alle strette dalla vita... amarla questa vita, sì...ma ci venga dato un motivo per viverla degnamente. All'autore dico... affonda ancora la tua lama di versi nella cecità degli esseri umani. Notevole lirica, degna di volare alto.

Alberto De Matteis4 dicembre 2014

Accompagnarsi al rosario nella fossa degli addii... Quanta tristezza, desolazione e solitudine in queste struggenti e tragiche parole, che sono l'epilogo di tutta una vita... che doveva essere bella e felice. Poesia che, nella sua crudezza e realtà, impone a tutti una attenta riflessione.

Azar Rudif4 dicembre 2014

Delusione per una vita spesa per qualcosa in cui si era creduto e che si rivela, all'improvviso, in un fallimento e tutto ci crolla sotto i piedi o ci crolla addosso. Più è grande ciò che costruiamo e più saranno le rovine che ci uccideranno. Ma la corda non è la soluzione, la soluzione è ribellarsi e riprendersi ciò che ci appartiene. Quqndo un matrimonio non è più legato da amore, ma da una semplice firma contrattuale è meglio rescindere il contratto. La vita è sempre al di sopra di tutto. La poesia resta, aldilà delle considerazioni, una perfetta esposizione di quanto succede nella realtà distorta di questa umanità.

Giovanni Chianese5 dicembre 2014

In una società dove tutto crolla, non c'è più spazio per gli uomini onesti, per quelli che sgobbando si guadagnano la vita. Non c'è spazio neppure per quelli che hanno un ideale o una meta da raggiungere senza compromessi, non c'è spazio per i talentuosi, se non a portali alla ribalta sono gli interessi altrui. Insomma l'uomo sta vivendo una condizione disumana che lo porta solo a una soluzione tragica in questa società corruttibile. La nostra civiltà sta creando degli esseri robotizzati sottomessi al volere dei potenti. Oggi lavori, domani non servi, e poi ti scaraventano sulla strada a morire, come un cane randagio, che ha perso il padrone. Ultimo atto il resoconto di un triste destino è una corda alla soffitta che attende il folle gesto.

Daniela Dessì8 dicembre 2014

Una società senza valori, dove c'è un netto squilibrio tra ciò che vorremmo realizzare e ciò che siamo diventati, isteriliti nelle possibilità di elevarci ad un bene superiore, l'uomo che non riesce a dare un senso alla propria vita, dedito alle frivolezze, ai vizi più bassi, ove tutto è corruzione e insensatezza, prima o poi finisce per arrendersi al destino e porre fine alle sofferenze che ci riserva questo triste mondo...