Evviva gli sposi (ma specialmente Lui)

Incanto transitorio,
nuova speranza di vita dissolta.
I primi raggi diventarono freddi,
fino a farmi male, come unghie di ghiaccio,
piccole ferite, ma precoci, troppo precoci.
E l'otre si svuotava, la farina si perdeva,
il vino sapeva di aceto.
Chiudiamo le finestre o' mariuolo amm'ha truvà .
E tu papà eri già morto l'unico che mi capivi,
che conoscevi figlio e mugliera.
mammata- Franciesco si u megliu uovu da cuzzupa,
ma mugghierita vuò pensa troppo assai,
la vita di famiglia non l'ha imparatata mai.
soreta- Franciesco nun te fa mettè a gonna,
mò chsta fa chiddu ca vuò.
mammata- e duvi savi vistu sta vrigogna!
soreta- si ma tutti cussì sunnu sti lauriati
ma u masculu si capisci, a fimmina prima muggherita,
e poi... a laurea sa torna dint'ò sacco.
L'ha purtata in dote e mò adda' fini'
.Carissime signore, moglie e medico sono,
se l'affare non vi conviene me lo dice il signorino.
E me lo disse, non chiaramente, subdolo, strisciante.
Egli- devo partire, mamma tiene nu disturbo.
-e i turni tuoi?
Egli -ti fai tu, no!,io devo propio andare.
Ora caro lettore sai quanto duro' questa marcia nuziale.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
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carla composto6 dicembre 2014
tanta ironia... ma tra le righe disagio tristezza... un plauso all'autrice per questi incisivi versi da conservre
Hariseldom6 dicembre 2014
si può sorridere di un dolore forte come una spada che trafigge i ricordi

