Momenti

Cosa dirò di te padre a queste nuvole gonfie,
dei tuoi occhi di mare racconterò al vento,
se per pietà si fermerà a sentire.
Io che mangio pane affumicato
sul bordo della seggiola abbandonata
non ricordo dove ho lasciato il mio vestito bello,
porto solo il mantello stracciato.
Qui vagabonda potrei fare altro,
ma ascolto inerte col capo abbandonato.
Ascolto il lamento che risuona antico
di gente mesta, povera, disperata,
del tedesco invasore, della libertà conquistata.
e ritorno su questa sponda a guardare il mare
stringo i pugni, lascio la strada, in fondo, ad aspettare.
Padre la bocca è arsa, mangio le parole,
gonfiano le lacrime sul volto mio già scarno,
su questa riva, sola, nulla mi pare bello
nella penombra, senza la luce del tuo pensiero grande,
libero, senza barriere, immenso come il mare.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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