Le vie
Nicolina Macari
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Impari silenzi che crescono come opere obbedienti
acquattate in un'invenzione che riplasmerà la solitudine
in grembo a pazienti inquietudini,
un bilanciarsi consolatorio che diviene madre
alla tonalità degli umidi guizzi.
Un labirinto di incredulo stupore che non so dove sbocchi
notte dopo notte come una schiava perduta
è il turbamento e l'anniversario sulle gelide guance...
Ma il guanto della voce smania
e piano... piano si ode il passo incedere accanto
che gioca come un rigo dalla penna... minuscolo spiraglio...
e poi soffi di una poca luce che ancora dura
occhi d'ambra dorata, ombre accese,
sogni nudi in fila che rintoccano trepide le ore
il significato estremo perché ho scritto che sono viva
perché la speranza con la sua musica
sembra un suono d'arpa
e già sento ripalpitante la donna che più non si raggela.
©
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