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Fantasia 11 dicembre 2014 · lettura 2 min · 1685 letture

Il Caravanserraglio del Nonsense

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Una farfalla Kamikaze urla banzai puntandomi come un naviglio, ma sono una goccia del mare rubata dal vento a volar tra le nuvole e cerco due ali ch’eran mie. Rubo la luce di Budda in distratta contemplazione, non voglio le chiavi del Nirvana, voglio le altre chiavi e la strada della katana che ho rubato al kamikaze. Posso andare e non ho nessuno alle spalle. Muri, corridoi che inseguono corridoi, nessuna finestra, l’Angelo mi svela il mistero del labirinto ed io ne uscirò. Hai di nuovo perso, Minotauro! Dalle scogliere si fugge con un salto dagli umani labirinti con sfumata logica Da tutto si fugge con le ali prese alla farfalla Kamikaze suicida sul bersaglio errato ed io fantasma senza un graffio. Volo tra le nuvole e gli arcobaleni dei poeti i loro tramonti e le albe tra l’estatico ed il depresso senso e dopo monti e pianure di leggendario verseggiare atterro nel caravanserraglio del nonsense. Una scimmietta si cinge le tempie di raso rosso, sberleffa Dafne e Apollo esigendo poetico alloro. Si pavoneggerà nella merceria dei versi e dei colorati bottoni per accedere al telaio delle parole dove la spola s'è impazzita e legger dell’ultima tela le parole ad effetto dalla poetica maschera. Fuggo dal caravanserraglio e dal nonsense dove ognuno è unico e solo o son nascosti e torno al castello per udir stridenti catene e guardar dalla piazza d’arme il salire del ponte levatotio. Fuori restano verseggiatori irreali costruttor di versi, lettori pronti a sentenziare e adulare esteti del che bello, che bello, che bello otorini del profondo sentire esistenzialisti dalla lacrima commossa se la chiusa è strabiliante se l’incipit e sensazionale ed il centro è miglior dell’ombelico di Venere. Dall’alte torri mie merlate tendo nervi a scoccar strali a colpir stelle e spegnerle per scurar valli e pianure all’uomini per mai più vedere, sentire.
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4/11/2014 Architetto Versi Scritta due mani con l'orso Azar che ora è un po' svogliato per i versi e mi ha passato questa cosa che leggete che ho riscritto a modo mio e non gli piace, però sulla musica siamo d'accordo: Blues e serve anche a dare un ritmo alla lettura. Io avevo preparato una poesia erotica, ma lui si è opposto, l'ha bocciata ed ha detto che è possibile solo dietro sua correzione, non lo sopporto più. Venite a liberarmi o lo faccio fuori: La foto è sua e poi dice che io sono folle, ma guardate che foto! Quando lo prendete usate una camicia di forza è pericoloso!

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Azar Rudif
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Commenti (6)

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Catia Dinoni11 dicembre 2014

Notevole poetica che spinge a tavoletta giocando sulle immagini sfavillanti tra il reale e il non, grande capacità di trasportare questa piccola follia sullo sguardo del lettore, personalmente mi cibo e mi trastullo tra questo spaccato del nonsense, particolarmente d'effetto l'ottava strofa... ah, quanto si potrebbe ancora dire... nel frattempo gongoliamo tra un sorso di fantasia shakerata con dell'ottimo blues... niente camicia di forza per questa volta, l'illustre architetto lo perdoniamo.

piera tola11 dicembre 2014

Si una poetica particolare e particolareggiata da un pizzico di follia... piacevole, di questa che mi lascia il trasporto di verso in verso nella curiosità di arrivare al finale. Direi di si l'ottava strofa e chiusa... perdona l'adulazione ma a me è piaciuta molto bella. SF

Umberto De Vita11 dicembre 2014

Una fantasia più che ottima per creare una poesia particolarmente lodevole. Piaciuta.

Anna Di Principe11 dicembre 2014

Una profonda armonia regna in questo giardino di parole, in cui il lettore gode e si lascia cullare dalla lettura . E' uno scenario poetico che rapisce e gusta l'unicità del verseggiare del poeta.

Massimiliano Moresco11 dicembre 2014

Posso andare e non ho nessuno alle spalle... Vorrei soffermarmi su questo verso non perché sia più bello degli altri ma perché contiene una verità profonda. Ossia di colui è capace di viaggiare senza ombre alle spalle, senza la paura di fantasmi immaginari che funestano l'esistenza. È l'atteggiamento di tutti coloro i quali sono stati in grado di attingere da quel pozzo di ombre, instaurandovi una dialogo che ha portato frutti di pace e rispetto reciproco. Chiaramente chi è capace di fare pace con se stesso è pure in grado di affrontare le difficoltà della vita con maggior serenità e di utilizzare quel Katana nelle reali difficoltà. Piaciuta molto per immagini e per quel senso di autoironia che si respira lungo i versi.

Francesco Rossi11 dicembre 2014

Meditazione si fondono in un verseggiare dove la fantasia disseta e sffascina come una fonte di luce.