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Riflessioni 15 dicembre 2014 · lettura 1 min · 2052 letture

Reietto

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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M'era scoppiata la testa tra mani unte d'olio e disciplina. Un reietto! Usavo aceto balsamico ed oblii convergenti per inbalsamare ostie. Un reietto! Corpo di Cristo Santo io ti voglio anche bene tu che sei morto per noi pescatori di peccati che abbiamo lenze lunghe ed occhiali per indagare meglio il fondale. Però, una vita spesa ad ammirare la battigia che rifrange arsura, guance e grigie spiagge i desideri, è una condanna di mimose bianche ormai incapaci di radicare nella libertà cristica. Anch'io ho la mia rabbia, innesco e miccia che sale dal ventre e accende infine la mente. E vedo la rabbia dei credenti, è una bomba a mano gettata sull'uscio dello sconforto. Io non voglio credere voglio esperire prima di perire.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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piera tola16 dicembre 2014

Trovo ottima questa riflessione ...si sta avvicinando il S. Natale un pensiero cristiano a chi ha bisogno più di ogni altro... un'anima spesso dimenticata, che vive tra di noi... tendiamo una mano per lo spirito di santificare questa meravigliosa festa. Ma al di là della fede i reietti vivono tra di noi tutto l'anno... potremmo esserlo anche noi viviamo amandoci... praticamente impossibile... qui adesso.

Catia Dinoni16 dicembre 2014

Esposizione nel testo davvero notevole, mi porta ad immaginare una ballata nell'impronta del mitico Faber, buon ritmo che si mantiene fino alla fine, con quel giusto dosaggio di rabbia consapevole che accompagna il lettore. "Io non voglio credere voglio esperire prima di perire" Chiusa che si fa tagliente e potente di significato. Ottima Poesia.

Claretta Frau16 dicembre 2014

Ci si sente colpevoli quando guardando alla vita la fede vacilla, ci si sente colpevoli perché in fondo si ama il cristo che per noi è morto sulla croce, ci si sente colpevoli quando nel vedere le sofferenze del mondo non ci basta più credere, e si vuole vedere un qualche miracolo prima di morire.