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Ribellione 26 dicembre 2014 · lettura 1 min · 1688 letture

Discorsi Gelati

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Cala sempre il gelo ad ogni piè sospinto su discorsi dell’antichi ricordi passati, morti, sepolti, inutili e di sapor velati che a rimembrar son talvolta spinto. Quando nevica sanno i bimbi giocare ma un ricordo morto uccide se vivo lo credi a discorrer e non l’uccide il nasconder. Conta solo il futuro del doman che viene e se ora siam ciò che è passato siam morti in un presente nullo che mai vediam e mai l'afferriamo se nel presente restiamo. E' inesistente passato a generar presente nullo per il futuro giungente. Non v'è Tempo nel Vero e non v'è nulla nel reale. Esistere, vivere e morire, ma esistere per ciò che è! Ci son Io, solo. Posso aspettarvi, ma nel futuro! Chissà chi saremo, però. Ritorno a rimirar quel cielo che unione col fuoco generò il mare sposo della terra ed io rivivo ogni volta che il passato mai sarà la mia morte! Mentre la vostra vita è concimata di morte il vostro presente del passato!
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Scritta diversi mesi fa, ma attuale visto che i discorsi si perdono sempre su cose passate oppure ormai definite e stabili per tutti. Io preferisco sempre il futuro e chi si arrampica sulle montagne per il solo gusto di scoprire cosa c'è dall'altra parte lasciando alle spalle il resto del mondo.

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (3)

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piera tola26 dicembre 2014

Quando il passato ritorna per minare il presente e rendere instabile ed incerto il futuro... quello fa paura. Piaciuta molto la quarta strofa Una visione futuristica che dona speranza passato presente diventati insostenibili ...pregare che si annullino cancellandone le tracce per ricominciare... dove? Ma là da qualche parte si potrà iniziare una vita nuova...!

Cristiano De Marchi26 dicembre 2014

Ha perfettamente ragione l'autore quando nella nota sottolinea il logorio dei discorsi che si perdono sempre su cose passate e definite, ritrovo attualissima la composizione che riesce a rispecchiare notevolmente la nostra attuale società. Pur portati a vivere freneticamente all'insegna del futuro, inesorabilmente il pensiero si confronta con ciò che è stato e inconsciamente riusciamo a trovare sempre qualche cosa di buono che inevitabilmente ci rallenta il cammino... Sintesi perfetta la ritrovo nella quarta strofa efficace nella sua semplicità. Ho apprezzato tantissimo complimenti!

A
Antonio Terracciano26 dicembre 2014

Penso che sia naturale guardare al futuro da parte dei giovani (anche soltanto nello spirito): si aspettano giustamente cose più interessanti e più belle di quelle vissute fino a allora. Ma quando si invecchia (anche soltanto nello spirito) ci si rende conto che la vera vita è già passata, che, proprio per la smania di futuro, non abbiamo saputo dare l'importanza che meritavano a certe cose capitateci: vorremmo tornare indietro, per recuperarle, ma, dato che non possiamo farlo nella realtà, attiviamo il pensiero, perché ci rendiamo conto che quella, solo quella, è stata (è) la nostra vera dimensione.