All'Unico Dio

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Addentrarsi negli abissi é rischioso, si vuole cercare qualcosa di profondamente vero, dentro di noi possiamo trovare molte risposte, dannarci il pensiero con infinite domande... non udiremo una voce che ci guida, saremo sempre da soli a dover trovare la rotta, le ancore ci danno sicurezza ma chi vuole conoscere oltre deve mollare gli ormeggi... Vivere, senza risparmiarsi, gioire e sperare forse per qualcosa che non ci é dato sapere... ma comunque "Tempesta sia".
Tempesta fa che sia... ma passa sempre e nella calma lascia comunque il segno del passaggio. La necessità di aggrapparsi a qualcosa a qualcuno per la propria salvezza, ricercando nell'abisso un motivo una risposta alle tante domande che forse non arriveranno mai ... ma si troverà la salvezza abbracciando l'Unico Dio ed in quella consapevolezza si conosce la pace che rende felici dentro... quella calma dopo la tempesta che vorresti fosse tempesta per riabbracciare ancora e sempre quel senso di profondo conforto.
Riflessioni spirituali che assurgono il valore d’una intensa quanto sentita preghiera, rivolta a quell’unico Dio, del quale siamo tutti figli. L’autore sembra voler descrivere una caduta, nella quale l’anima pare non voler trovare consolazione alcuna. La Verità accorre in suo aiuto, donandole la forza di rialzarsi, rigenerandola in tutto e per tutto, e aprendole la strada verso l’unica rotta possibile. Testo ricco di molti spunti interessanti, che condivido appieno.



