Merda in scatola alla moda
Accanto ai labirinti di donne sibilo fluire delle mie fantasticherie
Questo solo chiedo, di dimenticarmi
Le fiche chimiche e anoressiche parlano tanto d’amore
Non gli basta una bella scopata impotente
Vogliono anche l’anima tua vivisezionata, senso di pulito anemico
Vorrei potermi arrendere ad una perfida matrigna, ad una madre superiora,
Inginocchiate sulle mattonelle umide
Vorrei che mi portassero via da me medesimo
Aborrisco la discussione sui nostri problemi domestici
Mani furibonde tutte insieme
Megafono che mi morde dentro
Ubriaco nel vestito da festa molesta
Vuoto ingenuo, voglio essere diverso da loro
Vienisopra arteria buia agitata da questa musica vetrosa
Dov’era la scarpina di cristallo?
Nelle terribili lande dell’autocompatimento ci sono tre ragazze malnutrite
Montmartre privilegio della compagnia delle puttane e del magnaccia
Segatura sul pavimento, mosche e giornalisti per tutte le stagioni
Torta nuziale alla marijuana battito spasmo mente occupata ignota a se stessa
Adorabile cuore perfetto guancia rosea, morire per provarlo
Una donna laccio emostatico cerca di farsi dentro di me
Sfiorita rosa bianca, tortura cordiale, unione felice, muro invisibile
Violenta emicrania che mi martella la tempia sinistra come una fasulla apparizione televisiva
Vecchia cicatrice di appendicite, vecchia cicatrice di milza, vecchia cicatrice...
Sorellastra poesia masturbazione modulazione bianche gocciole cadono sul ventre meringato
Quel che accade è la mia beatitudine che crea punti di vista sull’arte volta per volta
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Commenti (1)
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Maurizio Brancaleoni3 luglio 2007
... un vortice inarrestabile, potente e rabbioso...