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Spirituali 3 luglio 2007 · lettura 1 min · 885 letture

Lettera a Ponzio Pilato:

Graziano Siotto 13 poesie pubblicate
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Come hai potuto Essere vigliacco, quand'era in tuo potere spezzar di Cristo le catene? Lavartene le mani e farlo uccider l'Indomani? ! Tu, onorato Governatore, non vali neanche un obolo di legno, quel legno sul quale Lui è stato impalato. E' comodo lavarsi le mani, e la sorte altrui lasciare al caso, tu del Roman Popolo hai il cuore dal peccato invaso. Ora t'immagino all'inferno, marcire in eterno; le mani all'interno dello Stige, a scontar la pena che Dio t'infligge. Lava ora le tue mani, nella lava incandescente, del fuoco che s'annida, nel cuore della gente. Dannato tu sia o Ponzio Pilato, ad attendere invano la seconda morte.
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Graziano Siotto
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