Lettera a Ponzio Pilato:
Graziano Siotto
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Come hai potuto
Essere vigliacco,
quand'era in tuo potere
spezzar di Cristo le catene?
Lavartene le mani
e farlo uccider l'Indomani? !
Tu, onorato Governatore,
non vali neanche un obolo di legno,
quel legno sul quale
Lui è stato impalato.
E' comodo lavarsi le mani,
e la sorte altrui lasciare al caso,
tu del Roman Popolo
hai il cuore dal peccato invaso.
Ora t'immagino all'inferno,
marcire in eterno;
le mani all'interno dello Stige,
a scontar la pena
che Dio t'infligge.
Lava ora le tue mani,
nella lava incandescente,
del fuoco che s'annida,
nel cuore della gente.
Dannato tu sia
o Ponzio Pilato,
ad attendere invano
la seconda morte.
©
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L'autore
Graziano Siotto
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