Vocali ispirate
Azar Rudif
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Piango un torrente di vocali e consonanti
a formar parole d’aria
unite in frasi o forse versi
che divengon strofe o forse prose
Nasce la poesia da vocale ammutolita:
Ah ammirazione, sollievo, contrarietà, dubbio, dolore.
Eh stupore, sconforto, rassegnazione, rimprovero, minaccia.
Ih sorpresa sgradita, disgusto, stizza, noia, rammarico.
Oh invocazione, imprecazione, meraviglia.
Uh dolore, gioia, meraviglia, sorpresa, disappunto, disgusto.
Ho gettato le mie vocali e le mie consonanti
in un mare di tempesta e lampi tonanti.
Unite in parole iniziarono ad affondare
e furono versi più pesanti e da amare
e nelle profondità scesero a svelare
incestuoso amplesso del Caos e del Caso
a generare la Speranza a vivere sul Parnaso.
Conquistata e sedotta dalla Follia
apparve ciò che chiamiamo Poesia.
Ed io che muoio se dal Caos son preso
e là oscuro sono dannato dalla falsità,
cerco parole eteree più belle
vocali sempre più nate mute
nella speranza che siano ancor gradite
a chi sono dedicate,
o scriverò solo la muta h.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (1)
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Francesco Rossi13 gennaio 2015
In una poetica di fantasia quante emozioni si possono cogliere se ci si mette in posizione di ascolto, chiude con la muta h con grande e pregevole originalità, si noti che il contenuto della poesia è fuori dai luoghi comuni e il poeta ha verseggiato essendo ispirato fantasiosamente dalla stessa fantasia di cui ogniuno di noi dovrebbe nutrirsi.

