Preludio di uno sguardo
Nicolina Macari
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Non si può tornare indietro e alla mia povera fragilità
dono il gravido sguardo come fossero lettere
che la mano tende e pronuncia molto bene.
È l'anima mia leggera che con la sua candela
scrive il viaggiare di miserande lotte
per scacciare orribili fantasmi vestiti d'indicibile.
Qualcuno vola mi scruta bestialmente
ed io torno nei taciti segni
che portano scompiglio come una condanna.
Mi chiedo se qualche volta hanno temuto
che io li rendessi incompiuti e deformi
affacciata sul cuore per dimenticarli.
Così, come un piccolo sole d'inverno tra la nebbia
frantumati a morsi nel mezzo della fuga
e per la fine gioire di quella briglia che più non c'era.
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