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Riflessioni 29 gennaio 2015 · lettura 1 min · 1677 letture

Fossi Dio

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Fossi Dio avrei una vagina e due sponde il fiume in mezzo che scorre a valle dai piedi del monte. Fossi Dio sarei folle manifesto attaccato al muro o al viso come maschera e riderei a crepapelle se qualcuno mi insultasse. Fossi Dio sarei un mollusco o una perla tra le mani e due occhi che splendono nel suo riflesso. Fossi Dio sarei un angio sperma e penetrerei nel vento per posarmi nel canto del mondo. Fossi Dio mi butterei sulla folla come un cantante rock e remerei a fatica tra pogatori indefessi.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Pagu29 gennaio 2015

Complimenti, mi è piaciuta. Un inizio forte che cattura l'attenzione per poi scivolare in immagini meno dense, ma comunque ben rese. Ottima la chiusa. Bel lavoro e poi i Nirvana sono immensi. Alla prossima.

Riccardo Ruschetti29 gennaio 2015

Cinque strofe che rispondono ad un richiamo... la voglia di esprimersi sopra ciò che invece non riusciamo ad esprimere. Si badi... di esprimersi, non di essere...! Non, quindi, perché si rinnega la diversità di ciò che si è...ma per il semplice desiderio di andare oltre i propri limiti terreni.

Claretta Frau29 gennaio 2015

Mi ha suggerito l'idea di un Dio, che piuttosto che morire, vuole vivere per noi, e con noi: presente in ogni dove.

Catia Dinoni29 gennaio 2015

A livello spirituale il maschile e femminile sono «creazioni» di un Creatore che ne è al di là, poiché in Lui ogni realtà convive, in una sintesi totale e suprema. Molte sensazioni mi suscita questa poesia, dove viene considerato l'amplio scenario per interagire con il creato, essere parte integrante in comunione con lo spirito e soprattutto capo saldo tra le ultime fila (non lasciando indietro nessuno), un lancio sprezzante nella folla dandosi in pasto alla vita o come presenza leggera che si muove nel canto del mondo impollinando una società moderna frastornata e tutta da rifare. Testo visionario da leggere e rileggere tra le righe, e ogni volta una sfumatura diversa da cogliere. Apprezzo chi sa essere camaleontico e creativo.

nemesiel30 gennaio 2015

E' un Dio che non vuole starsene lontano, che non ha paura di sporcarsi i piedi, che vuol penetrare la complessa realtà della sua creatura...è così che mi appare in questi versi che non dissacrano ma esaltano una creazione che si fa presente storico... creazione mai cessata. Splendida terza strofa dove la bellezza e l'amore palpitano in quella perla che riflette lo sguardo scintillante di due occhi.

rita iacobone2 febbraio 2015

Senza confini e libero di spaziare nell'universo infinito della poesia l'autore ancora una volta ci sorprende e ci induce a riflettere sul suo pensiero.

Giovanni Chianese3 febbraio 2015

Sì, Dio è potenza di vita, né uomo né donna, il sesso fa parte di una schiera di sensazioni ed emozioni, un complesso di attributi per distinguere gli individui. Dio che ha creato l'uomo e la donna, non ha sesso, Egli è un'entità spirituale, superiore a qualsivoglia immagine di creatura terrena. Ecco la differenza tra noi mortali e l'Eterno. Dio oltre che eterno è presciente, conosce il futuro di noi esseri umani, che all'insaputa giorno dopo giorno viviamo. Impersonando Dio quest'autore, sfoggia metafore di grande significato. Il paragonarsi a Lui è indice di nobiltà d'animo, si nota nella terza e quarta strofa, il senso dell’opera; che la bellezza della vita è nella natura. Un monito ad amare ciò che Dio ci ha donato!