Fossi Dio
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (7)
Complimenti, mi è piaciuta. Un inizio forte che cattura l'attenzione per poi scivolare in immagini meno dense, ma comunque ben rese. Ottima la chiusa. Bel lavoro e poi i Nirvana sono immensi. Alla prossima.
Cinque strofe che rispondono ad un richiamo... la voglia di esprimersi sopra ciò che invece non riusciamo ad esprimere. Si badi... di esprimersi, non di essere...! Non, quindi, perché si rinnega la diversità di ciò che si è...ma per il semplice desiderio di andare oltre i propri limiti terreni.
Mi ha suggerito l'idea di un Dio, che piuttosto che morire, vuole vivere per noi, e con noi: presente in ogni dove.
A livello spirituale il maschile e femminile sono «creazioni» di un Creatore che ne è al di là, poiché in Lui ogni realtà convive, in una sintesi totale e suprema. Molte sensazioni mi suscita questa poesia, dove viene considerato l'amplio scenario per interagire con il creato, essere parte integrante in comunione con lo spirito e soprattutto capo saldo tra le ultime fila (non lasciando indietro nessuno), un lancio sprezzante nella folla dandosi in pasto alla vita o come presenza leggera che si muove nel canto del mondo impollinando una società moderna frastornata e tutta da rifare. Testo visionario da leggere e rileggere tra le righe, e ogni volta una sfumatura diversa da cogliere. Apprezzo chi sa essere camaleontico e creativo.
E' un Dio che non vuole starsene lontano, che non ha paura di sporcarsi i piedi, che vuol penetrare la complessa realtà della sua creatura...è così che mi appare in questi versi che non dissacrano ma esaltano una creazione che si fa presente storico... creazione mai cessata. Splendida terza strofa dove la bellezza e l'amore palpitano in quella perla che riflette lo sguardo scintillante di due occhi.
Senza confini e libero di spaziare nell'universo infinito della poesia l'autore ancora una volta ci sorprende e ci induce a riflettere sul suo pensiero.
Sì, Dio è potenza di vita, né uomo né donna, il sesso fa parte di una schiera di sensazioni ed emozioni, un complesso di attributi per distinguere gli individui. Dio che ha creato l'uomo e la donna, non ha sesso, Egli è un'entità spirituale, superiore a qualsivoglia immagine di creatura terrena. Ecco la differenza tra noi mortali e l'Eterno. Dio oltre che eterno è presciente, conosce il futuro di noi esseri umani, che all'insaputa giorno dopo giorno viviamo. Impersonando Dio quest'autore, sfoggia metafore di grande significato. Il paragonarsi a Lui è indice di nobiltà d'animo, si nota nella terza e quarta strofa, il senso dell’opera; che la bellezza della vita è nella natura. Un monito ad amare ciò che Dio ci ha donato!







