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Ribellione 29 gennaio 2015 · lettura 2 min · 1319 letture

Io non volevo

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Io non volevo nascere, poi mi dissero "ma, dai, la vita è un'occasione, mica la sprecherai?" Così gli diedi ascolto; piansi qualche giorno, mi guardai un po' intorno, e poi mi rassegnai. Io non volevo crescere, ma mi dissero "vedrai, trasformerai i dolori e di gioia esploderai!" Così gli diedi retta e mi feci male assai; soffrii come una bestia ma poi mi abituai. Io non volevo credere e mi dissero: "che fai? Se non hai Dio nel cuore, dai guai non ne uscirai!" Così iniziai a chiedere sostegno e protezione, ma Dio non s' è mai visto e qui pure, sorvolai. Io non volevo amare, sposare e generare, studiare e lavorare comprare e consumare; portare fuori il cane, lavare e cucinare, far file per il mare, o per le tasse da pagare; io non volevo essere un numero da usare; volevo essere il vento, il sole o anche le nuvole, un sogno od un pensiero, l'aria, la pioggia, il mare, la terra, l'erba, un albero, un astro, un sasso, un fiore. Qualcosa senza un compito se non quello di esistere; l'appartenenza a un ordine mi sembra non sia "vivere". Io non volevo essere, ma mi dissero "sarai"; poi ho stretto fino a uccidere, però io non volevo, lo sai.
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Daniele Piredda
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano29 gennaio 2015

E' una poesia che affronta con lucidità uno degli aspetti meno indagati della mentalità umana: l'amore per il nulla (o comunque per qualcosa di non umano) . Penso che una buona parte di persone, se al momento di venire al mondo potesse rispondere alla domanda "Vuoi nascere? ", direbbe "No" . Ecco spiegati, forse, i momenti di leggera ebbrezza che si assaporano quando, finalmente, si può non fare una cosa: il risparmio di un'ora di lezione da ragazzi, la fine di una storia d'amore problematica da adulti... Chissà, forse chi non voleva nascere, chi avrebbe preferito il nulla e i suoi dintorni, sarà capace un domani di morire meglio, di accomiatarsi meno dolorosamente da quella pienezza di vita che non desiderava!