Guardando Il Grido
Il cielo
Il cielo
È troppo rosso
Per una luce agitata
Agitata
Sopra il mare che rintrona
Al frangersi
Di onde
Di onde
Che scompongono gli sguardi
(vorrei non assistere)
Una baia
Una baia
È troppo profonda
Per le salme
Le salme
Che mi tengono lontano
Per non sentire
La paura
La paura
Che non ha nome nel cuore
(resto da solo …)
… sulla riva di quest’ora
Di questa luce, di questo buio
Di quest’angoscia in cui sono
Dove nulla di me si sente
Solo quel grido
©
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Commenti (4)
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P
Patrizia Chini7 luglio 2007
La ripetizione prepara all'evento finale, aumenta l'ansia, l'angoscia ci prende si accumula tensione e infine... liberi l'urlo, l'originale struttura esalta ituoi versi
J
Jmarx7 luglio 2007
tremanti parole come sassi che si sfrangono ad accendere scintille di nuove riflessioni... Tanatos.. e sulla riva di quest'ora mi sento anch'io, dove nulla di noi si sente. Grande
S
Semplicemente Lulù7 luglio 2007
L'eco assume la prima alta, la seconda sommersa di buio interiore. Da lontano a riecheggiare il vuoto dell'urlo che assorda le pietre. Ma anche loro possono sentirlo, se l'autore, evitando al suo solito la banalità, ci propone questo capolavori.
Carolina Villani Bidibambina8 luglio 2007
è un grido d'angoscia così tangibile, che ritorna come eco a colpire l'anima che non sa dove rifugiarsi... bellissime le immagini evocate.
