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Impressioni 7 luglio 2007 · lettura 1 min · 1680 letture

Guardando Il Grido

R
Roberh 106 poesie pubblicate
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Il cielo Il cielo È troppo rosso Per una luce agitata Agitata Sopra il mare che rintrona Al frangersi Di onde Di onde Che scompongono gli sguardi (vorrei non assistere) Una baia Una baia È troppo profonda Per le salme Le salme Che mi tengono lontano Per non sentire La paura La paura Che non ha nome nel cuore (resto da solo …) … sulla riva di quest’ora Di questa luce, di questo buio Di quest’angoscia in cui sono Dove nulla di me si sente Solo quel grido
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dal diario di Munch:”... camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue, mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco, i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura... ”.

R
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Roberh
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Commenti (4)

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P
Patrizia Chini7 luglio 2007

La ripetizione prepara all'evento finale, aumenta l'ansia, l'angoscia ci prende si accumula tensione e infine... liberi l'urlo, l'originale struttura esalta ituoi versi

J
Jmarx7 luglio 2007

tremanti parole come sassi che si sfrangono ad accendere scintille di nuove riflessioni... Tanatos.. e sulla riva di quest'ora mi sento anch'io, dove nulla di noi si sente. Grande

S
Semplicemente Lulù7 luglio 2007

L'eco assume la prima alta, la seconda sommersa di buio interiore. Da lontano a riecheggiare il vuoto dell'urlo che assorda le pietre. Ma anche loro possono sentirlo, se l'autore, evitando al suo solito la banalità, ci propone questo capolavori.

è un grido d'angoscia così tangibile, che ritorna come eco a colpire l'anima che non sa dove rifugiarsi... bellissime le immagini evocate.