Spirito ubriaco

Con il pensiero
è il fiato di uno che
ha molto bevuto e quando solo rimane
libera a voce dalla mente i pensieri
come un uomo povero i suoi averi.
Ode a dio Bacco che rende loquaci
gli uomini, gli stessi che
nel vento lasciarono corone di alloro
e sparsero sale dove la terra
aveva raccolto sangue di un fratello odiato,
(ho studiato la storia
che scrive e detta dei vincitori la memoria).
Sono loquace,
mani nervose, caritatevoli, operose,
altre le mani che
impugnavano strumenti di morte
e gettavano reti nel mare
costruirono case, accesero il fuoco,
ararono i campi, tagliarono i boschi,
generarono figli, tagliarono
di confini la terra con il loro ardore
perché Il verbo fosse difeso nel tempio
e per loro rimanesse il tempo,
(di questo ho anche letto dottrina).
Linguaggio, evoluzione, leggi della situazione
che di ricchezze e di poter si ciba
e non indugia mai (neppure ho pensato)
di fronte alla pietà dell’uomo alla cui anima
è legato.
Che forse quella mano
rispose a quel silenzio! No ragioniamo.
Domande non ve né sono quando ogni dubbio
è bandito fin dove nasce il pensiero, così
il pudore è stanco e vive con la coscienza
nel petto.
L’amore? Già quello, spirito divino
oltre il mio incerto passo è una comune
lattina vuota lasciata sulla strada bagnata
e il desiderio di dormire per una grande bevuta.
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