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Introspezione 3 febbraio 2015 · lettura 2 min · 587 letture

Spirito ubriaco

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Joel 13 poesie pubblicate
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Con il pensiero è il fiato di uno che ha molto bevuto e quando solo rimane libera a voce dalla mente i pensieri come un uomo povero i suoi averi. Ode a dio Bacco che rende loquaci gli uomini, gli stessi che nel vento lasciarono corone di alloro e sparsero sale dove la terra aveva raccolto sangue di un fratello odiato, (ho studiato la storia che scrive e detta dei vincitori la memoria). Sono loquace, mani nervose, caritatevoli, operose, altre le mani che impugnavano strumenti di morte e gettavano reti nel mare costruirono case, accesero il fuoco, ararono i campi, tagliarono i boschi, generarono figli, tagliarono di confini la terra con il loro ardore perché Il verbo fosse difeso nel tempio e per loro rimanesse il tempo, (di questo ho anche letto dottrina). Linguaggio, evoluzione, leggi della situazione che di ricchezze e di poter si ciba e non indugia mai (neppure ho pensato) di fronte alla pietà dell’uomo alla cui anima è legato. Che forse quella mano rispose a quel silenzio! No ragioniamo. Domande non ve né sono quando ogni dubbio è bandito fin dove nasce il pensiero, così il pudore è stanco e vive con la coscienza nel petto. L’amore? Già quello, spirito divino oltre il mio incerto passo è una comune lattina vuota lasciata sulla strada bagnata e il desiderio di dormire per una grande bevuta.
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