Senzatetto
Freddo è il cemento tra le pieghe dell'asfalto,
mentre supino ascolta il cantico ritmato
di un cuore agitato.
Scendono piano dei cristalli celesti,
confezionati di bianco come un regalo inatteso,
che leniscono le ferite di un animo infiammato,
memore del tepore di un sogno ormai andato.
Un tempo di notte si scaldava con l'amore,
ora ci pensano sputi e dolore,
inflitti da demoni di carne,
progenie di un focolare maledetto,
che annusano l'aria in cerca di senzatetto.
Tondi brandelli di coscienza tintinnano nel suo cappello,
ad alcuni per sollevarsi l'anima basta quello.
Lo vedo lì a terra piegato a contare,
se si alza forse è per mangiare,
mentre io, bastardo osservatore,
lascio che sia la neve a mostrargli un po' di candore.
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