Solitudine da bancone
Tavolini vuoti come il bicchiere davanti a me,
foglie morte galleggiano nel vento autunnale,
spettri dell’estate appena terminata.
Pensieri ruotano nel gorgo di un liquido ambrato,
lo vedo scendere dall’alto,
passa da un abbraccio vitreo ad un altro.
Mani bianche,
untuose,
tremanti,
le mie.
Afferrano il vortice,
lo accrescono,
bevono il freddo del vetro,
mi avvelenano,
mi curano.
©
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