Voglia di Silenzio e Nulla
Azar Rudif
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Ho un fazzoletto in tasca dell’aria degli addii,
ho una matita piena di disegni nel taschino,
l’accompagna una penna di nascosti pensieri.
Intingo nell'anima il nero inchiostro.
Sogno un viaggio nella mente tra volute di cielo
sopra torrenti vulcanici di ribollenti incubi.
Ho un deserto per vivere ed un cielo per morire,
un cielo stellato come una veste di lustrini
un firmamento su me che è solo frangia dell’infinito
come una lacrima è goccia d’immenso brivido
nella notte silente di fosche strade e nebbia
lucente di trafitti raggi d’una Luna che mi rapisce.
Fonde mia forma e pensiero mi muore,
di me perdo traccia e segno
non sono quel che sembrar finora m’è parso.
Corpo si fonde alla nebbia e mi sperdo nell’altrove.
Sento i sensi tutti diffondersi nell’etere e svanire
e non più mi esisto, odo, ascolto.
Il Silenzio m’invade!
Vedo i miei occhi serrarsi sul pensiero,
sprofondare verso quell’ignoto nulla ch’entro me
nascosto e temuto mi conviveva d’umile attesa.
Scompariva ad ogni orientale Sole,
ma non questa volta.
Ora svanisco e mi sconvolge questo infinito nulla senza fine
dove non sono io l’inizio, forse la fine
dove non sono più io e non ritrovo null’altra traccia di me
e mi disperdo d’infinite gocce di immenso brivido,
sono lacrime di infinito.
Ho ancora quel fazzoletto
che vi sventolo
pieno di un solo addio!
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (1)
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Cristiano De Marchi10 febbraio 2015
"La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi..." diceva Pirandello. In questo splendido componimento vengono descritte magistralmente forme di pensiero, e il fondersi di un corpo che si "...sperde nell'altrove", verso il silenzio che invade la mente. Un'opera veramente importante e ricca di spunti per chi "cerca" un po' di silenzio e un po' di nulla. Poi la solitudine arriverà da sola, ma senza di noi.

