Mai nato
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (10)
Sono rughe invisibili queste nascoste nel cuore di una donna... ulcere difficili da rimarginare... impossibili da dimenticare. Un uomo non può capire... come mai potrebbe entrare fino in fondo nella quotidianità di un mancato giardino... nel mancato fresco gorgoglio di quell'acqua cristallina mai scesa a valle?! Per quanto il dolore sia in parte smussato dalla presenza di quelle "figlie", la cicatrice c'è...e rimane. Giungeranno nuovi giorni... nuovi sorrisi... magari un nipotino da coccolare... e forse quel rimpianto un pochino s'annebbierà...lasciando spazio al gioco di nuovi abbracci.
Il dolore che si prova dinanzi a questo evento non lascia spazio che a lacrime... ma uno spiraglio e una ripresa c'è sempre... molto apprezzata
Non ci sono tante parole da aggiungere in questi casi, soltanto ammirare dei versi che stringono il cuore lasciando un vuoto anche nel lettore.
Quel posto rimarrà vuoto per sempre e nessuna cosa potrà mai rimarginare quelle ferite procurate nel corpo e nell'anima, per quell'essere non nato. versi struggenti ed emozionanti.
bella toccante, credo sia una decisione che si ripercuoterà per tutta la vita... direi commovente e bella, la mia lode sincera
È qualcosa di talmente intimo che non si riesce a commentare, non si può certamente comprendere fino in fondo cosa comporti quella decisione terribile di abortire. Tuttavia interrompere la vita ad una creatura che vive in noi non può che far morire qualcosa in noi e questo si comprende molto bene.
E' un dolore intenso e immenso ogni verso, ogni parola di questa poesia. E' una poesia che lascia dentro al lettore tanta emozione e dolore. Stupenda quanto colma di sofferenza che si sente a pelle.
Aberrazioni strutturali cromosomiche sono cause di tanti aborti spontanei. Il sentimento intenso di avere un figlio è molto legato al bisogno di completezza femminile. L'affetto verso un figlio nasce già dal concepimento fino a progredire durante la crescita nel grembo materno. Gioia infinità sarà poi la nascita della vita, creatura ancora fragile con bisogno di tanta dolcezza e accudimento. Questo desiderio improvvisamente interrotto dà posto al più grande sconforto della vita. Subentra la malinconia, la delusione e l'isolamento interiore diventa inevitabile col senso di colpa. Bellissima lirica, un dolore condiviso in versi profondi.
Non oso addentrarmi in profondità, troppo intima questa poesia, ogni parola scritta rischierebbe di essere di troppo, ci vuole forza per decidere, ci vuole forza per parlarne, dimenticare... mai. Ho letto con attenzione, ho sentito il dolore attraversarmi, non aggiungo altro. Brava Autrice dall'animo sensibile e attento.
Lirica che mi ha ricordato, per certi aspetti, un libro di Oriana Fallaci ("Lettera a un bambino mai nato") dove la donna vive la maternità non come un dovere ma come un atto responsabile. Certo che i nostri figli vivono sempre più in un mondo ostile, violento, incurante delle giovani generazioni, ma il diritto- dovere permane sempre: diritto alla vita per un bambino, dovere nel garantirla per la madre, la famiglia, la società. Non si può distruggere un atto d'amore, non si possono aprire ferite su ferite per "un fiore mai nato". Non si può vivere di dolori e di rimpianti: la nascita di una vita è l'evento più nobile del genere umano. Non si può, come dice questa valente Autrice, piangere per una "ninna nanna mai cantata"!










