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Donne 12 febbraio 2015 · lettura 1 min · 2156 letture

Mai nato

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Quotidiana ferita il pensiero che sgretola il giorno per un fiore mai nato ucciso dal vigliacco frastuono che l’anima azzittisce. Mi invento tra i rovi del cuore un calore d’abbraccio passi incerti e carezze occhi di lago tremuli cascate di sorrisi... E guardo le mie figlie e la condanna di un posto vuoto in mezzo a loro di un posto buio in mezzo alla mia anima. Accartocciata piango le braccia fredde di una ninna nanna mai cantata.
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Terapeutico o volontario che sia, decisione, dolore, colpa, solitudine, orrore di un aborto …sono tutte della donna, sempre. Strazio che accompagnerà i giorni che verranno, niente è più come prima.

L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (10)

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Riccardo Ruschetti12 febbraio 2015

Sono rughe invisibili queste nascoste nel cuore di una donna... ulcere difficili da rimarginare... impossibili da dimenticare. Un uomo non può capire... come mai potrebbe entrare fino in fondo nella quotidianità di un mancato giardino... nel mancato fresco gorgoglio di quell'acqua cristallina mai scesa a valle?! Per quanto il dolore sia in parte smussato dalla presenza di quelle "figlie", la cicatrice c'è...e rimane. Giungeranno nuovi giorni... nuovi sorrisi... magari un nipotino da coccolare... e forse quel rimpianto un pochino s'annebbierà...lasciando spazio al gioco di nuovi abbracci.

Rosita Bottigliero12 febbraio 2015

Il dolore che si prova dinanzi a questo evento non lascia spazio che a lacrime... ma uno spiraglio e una ripresa c'è sempre... molto apprezzata

Ventola raffaele12 febbraio 2015

Non ci sono tante parole da aggiungere in questi casi, soltanto ammirare dei versi che stringono il cuore lasciando un vuoto anche nel lettore.

Alberto De Matteis12 febbraio 2015

Quel posto rimarrà vuoto per sempre e nessuna cosa potrà mai rimarginare quelle ferite procurate nel corpo e nell'anima, per quell'essere non nato. versi struggenti ed emozionanti.

carla composto12 febbraio 2015

bella toccante, credo sia una decisione che si ripercuoterà per tutta la vita... direi commovente e bella, la mia lode sincera

Massimiliano Moresco13 febbraio 2015

È qualcosa di talmente intimo che non si riesce a commentare, non si può certamente comprendere fino in fondo cosa comporti quella decisione terribile di abortire. Tuttavia interrompere la vita ad una creatura che vive in noi non può che far morire qualcosa in noi e questo si comprende molto bene.

Bruno Leopardi13 febbraio 2015

E' un dolore intenso e immenso ogni verso, ogni parola di questa poesia. E' una poesia che lascia dentro al lettore tanta emozione e dolore. Stupenda quanto colma di sofferenza che si sente a pelle.

Giovanni Chianese13 febbraio 2015

Aberrazioni strutturali cromosomiche sono cause di tanti aborti spontanei. Il sentimento intenso di avere un figlio è molto legato al bisogno di completezza femminile. L'affetto verso un figlio nasce già dal concepimento fino a progredire durante la crescita nel grembo materno. Gioia infinità sarà poi la nascita della vita, creatura ancora fragile con bisogno di tanta dolcezza e accudimento. Questo desiderio improvvisamente interrotto dà posto al più grande sconforto della vita. Subentra la malinconia, la delusione e l'isolamento interiore diventa inevitabile col senso di colpa. Bellissima lirica, un dolore condiviso in versi profondi.

Catia Dinoni13 febbraio 2015

Non oso addentrarmi in profondità, troppo intima questa poesia, ogni parola scritta rischierebbe di essere di troppo, ci vuole forza per decidere, ci vuole forza per parlarne, dimenticare... mai. Ho letto con attenzione, ho sentito il dolore attraversarmi, non aggiungo altro. Brava Autrice dall'animo sensibile e attento.

Salvatore Masullo14 febbraio 2015

Lirica che mi ha ricordato, per certi aspetti, un libro di Oriana Fallaci ("Lettera a un bambino mai nato") dove la donna vive la maternità non come un dovere ma come un atto responsabile. Certo che i nostri figli vivono sempre più in un mondo ostile, violento, incurante delle giovani generazioni, ma il diritto- dovere permane sempre: diritto alla vita per un bambino, dovere nel garantirla per la madre, la famiglia, la società. Non si può distruggere un atto d'amore, non si possono aprire ferite su ferite per "un fiore mai nato". Non si può vivere di dolori e di rimpianti: la nascita di una vita è l'evento più nobile del genere umano. Non si può, come dice questa valente Autrice, piangere per una "ninna nanna mai cantata"!