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Introspezione 16 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1085 letture

Lascero’ volare le mie note

nemesiel 226 poesie pubblicate
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Comprendo chi tace. Il silenzio è la resa all’urlo sanguigno dell’anima Logora corda tesa sul dolore infinito. Volto di pietra mai specchio di cielo. Bramo la madreperla d’aranciati tramonti disciogliermi negli occhi. Comprendo chi tace. Ferita che scorre. Invisibile ruga segnata dal sale è il silenzio. Ma io caparbia e inquieta Io... lascerò volare le mie note.
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L'autore
nemesiel

Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne

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Commenti (9)

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Rosita Bottigliero16 febbraio 2015

È la voce della poesia a suonare tra i pensieri dei giorni. ...quella stessa voce che riesce a far scrivere poesie... come la tua...! Bellissima.

Bruno Leopardi16 febbraio 2015

La parte più bella di questa bella poesia è di sicuro negli ultimi versi che fanno da chiusura. Far volare le note è l'indescrivibile che viene descritto diventando parte di te. E non è facile. Stupenda.

Alberto De Matteis16 febbraio 2015

E quando il silenzio può diventare la resa, molto meglio lasciare volare le proprie note con la poesia che entra direttamente nel cuore.

Francesco Rossi16 febbraio 2015

In un tripudio di interiorità note melodiche prendono il via e il verseggiare si cala in questa costante con positività

carla composto16 febbraio 2015

far sentire la propria voce non sempre é facile spesso ci vuol coraggio ...intensa e bella lirica che ci porta a riflettere sempre valente l'autrice

Grazia La Gatta16 febbraio 2015

Mai rimanere in silenzio ... far volare le proprie note, far sentire l'urlo che esce forte per non far addormentare il mondo. Molto apprezzata; bella lirica.

Massimiliano Moresco17 febbraio 2015

Ma io dico è mai possibile un silenzio? Generalmente un silenzio "fonico" è inversamente proporzionale a quello interiore. Cosa che a dire il vero può davvero fare sanguinare e far scorrere sangue e sofferenza. Mi piace molto l'uso delle immagini che vengono evocate danno forte il senso dell'angoscia che preme dentro.

Ventola raffaele17 febbraio 2015

Tacere è un po' come arrendersi abbassare le mani è non combattere più, per far valere il nostro pensiero bisogna non arrendersi solo così "voleranno le nostre note".Introspezione molto sentita.

Giovanni Chianese18 febbraio 2015

La ribellione senza parole rode l'anima ed è tacito consenso alle ingiustizie. Fa male a se stessi e alla comunità, se non rigurgitata all'occasione del giusto senso. Quella ferita nel vento delle parole è desiderio di giustizia, secca l'odio interno trasformandolo in liberazione ai cieli. Lasciamo volare le ferite del dissenso non teniamole nascoste ché nocciono gravemente alla salute. È un volare di versi notevoli questa caparbia esternazione ad esautorare l'altrui inferto veleno.