Il naufrago (con Tritone che addomestica le acque e pesci in rivolta)

Solo, immobile,
innanzi alla tua maestà,
bieco mare,
raduno le poche amiche onde
rimaste al mio servigio:
l’ultima sfida dei remi
fu vinta dal prodigio.
Il musicare di onde lente
si frana nell’ aria del mattino,
e ti osservo, deserto divino,
mentre il vento mi è amico sovente ...
Più in là, ove Afrodite nacque
dall’ avido sperma di Crono
la speme dei muti ha il suo trono
e sfonda quel muro tra l’acque.
La brama che attrae con l’inganno
quei muti leggiadri pensieri
Tritone addomestica al vento
voluttà dei mondi ciarlieri.
Quei muti l’inforca
quell’ amo sottile;
li attende la barca,
li culla il barile.
Lo spirito civile
s’ addorme tra i sassi,
il marchingegno è il diavolo
di trafitte speranze ...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!