Al Tempo, alla vita, alla morte, all’Alba
Azar Rudif
263 poesie pubblicate
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Ora il fuoco muore nella notte,
le vele son sgonfie di venti,
la rotta delle stelle è velata
e non vi son venti a fugar nubi.
E’ una valle verde ove domina maniero
nell’oscurità di una Luna assente,
vigliacca
ai primi suoni di guerra,
fuggita
nel frastuono dei tamburi,
scomparsa
come tuono rotolante nella valle.
Ora m’assediate!
Inutili bordate di mangano e di pietre
ogni pietra innalza mura e contrafforti
rafforza bastioni e torri merlate.
Diventano fiamme per nemici ogni dardo fuocato
scagliato contro me, che v’ignoro, assediato.
Son troppo basse le vostre torri d’assalto
e son spuntate le teste degli arieti.
Abbandonate le mie valli e i monti e i cieli
e tornate alle vostre terre di pacifica morte
io torno a vivere come castello d’alta valle
sotto un cielo infinito ove vola
silente un falco.
Una sola Alba ha saputo possedermi
quando tutto viveva con noi.
©
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
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Pagu22 febbraio 2015
Una poesia particolare e adattissima a descrivere la bellezza del luogo fonte di ispirazione. Strano e originale il pdv, un castello testimone di storie e fatti. Molta bella la chiusa. Un lavoro che ho apprezzato anche per lo stile del poeta.
Massimiliano Moresco23 febbraio 2015
Bella poesia ma solo io ho provato la sensazione che l'autore trattasse di se stesso? E che la torre non sia altro che una metafora dell'io? Probabilmente è solo una mia sensazione dettata dalla conoscenza del modo di fare poetico di Azar che spesso utilizza metafore forti e colorate per descrivere i suoi moti interiori. Il dubbio resta ma poesia piaciuta.


