Naviganti su relitti di legno
Fosse il miglior sapor d'amore,
fosse il miglior sapor di sale,
così sferza l'aria come un infante tra le braccia d'amata,
onde al vento, distorte affrettate,
circolo di riflessi acquosi,
burrasca di un agosto australe,
come in cuor mio quando ad ella penso.
Generazione di naviganti su relitti di legno,
natali diversi guardan rotte,
che gli occhi ella brucia come il cuor divampa,
torrente in piena investe il forte,
"al largo, al largo" urlai quel giorno,
così fatta angoscia mi uscì la voce,
oh sirena che trattieni il mio respiro,
il tuo canto di lode, il tuo odore di incenso,
e tu che guardi Tortuga, dammi i tuoi anni,
e la tua saggezza che ad egli è avversa,
istinto puro e laconico stupore,
guidan i tuoi amuleti di smeraldo,
quando ella a me guarda,
...e la barca leva al tramonto.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi26 febbraio 2015
Poetica d'amore verseggiata in gran stile, cura nei particolari, musicalità e acume per un contenuto di spessore.
