Ombra dell’Estate
Fremito udibile
spigolando al focolare d’oro.
Arrivano col ventaglio
le bolle di sapone
che comprano la luce
della loro nascita
da una cerbottana
al parco giochi
e poi si aprono nell’incerto
per toccare la fine
in punta di una lattina scordata.
Cede il segno del falò
il fulmine alla terra imbambolata
e sui fumaioli un fischio
è il tuono il più veloce
rigurgito terrore d’accento.
Che senso di prigionia
è a volte ripartire abitudine
nel ticchettio a valzer lento
della prima goccia settembrina.
©
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