Amsterdam
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (6)
Penso che l'autore si riferisca agli episodi incresciosi che si sono svolti nella nostra capitale, a causa di fanatici e squinternati tifosi olandesi. Penso che non tutti gli olandesi sono così (grazie a Dio) ma ciò che non capisco è il governo olandese che non vuole riparare danni ingenti contro l'arte e la cultura millennaria italiana. Ciò mi rende perplessa
Sottolinea con il solito acume l'autore a riguardo della stolta violenza perpetrata così menefreghisticamente da personaggi che credo abbiano dimenticato da tanto ogni buon valore di vita civile. Dispiace che a farne le spese sia stato un monumento d'Arte così importante e bello.
atti devastanti che toccano la persona ... come se non fosse accaduto nulla, capolavori massacrati peresi per discarica a cielo aperto ... una vergogna che non ha parole... l'autore il mio plauso
Mi permetto di dare un'altra interpretazione a questa poesia. Colpisce giù duro per come mi arriva, la vedrei molto bene come forma di ribellione. Già dalla prima strofa emerge una sorta di "circolo vizioso" dove per qualche motivo ci si trova in mezzo ad un meccanismo oserei dire "perverso" per certi aspetti, bella la metafora usata di Amsterdam, l'esposizione del proprio io in vetrine per raccogliere facili consensi (mi piace?). Siamo un po' tutti abili cesellatori all'interno del nostro bel recinto, un inchino, una frase di circostanza, uno sguardo ammiccante. Uscire, esporsi è comunque un rischio, c'è e ci sarà sempre chi punterà il dito o affonderà i denti. Ma dico mai e poi mai vendersi a nessuno, l'esclusività è la nostra garanzia.
Una poesia forte e dura, che rompe quegli specchi dove si riflettono false immagini. Il finale è di una tragicità che lascia poche speranze. Detto questo ho intensamente ammirato il lavoro del poeta, la sua imprevedibilità e ispirazione. Le metafore e le immagini sono talmente profonde e complicate da lasciare stupiti. Amo questo modo di fare poesia, fuori dalla normalità, dal già visto e sentito. Tutti i miei complimenti per uno stile che tutte le volte mi sorprende e mi affascina.
Letture diverse ma il bello dell'arte è questo... ognuno guarda e vede ciò che l'arte ispira e l'opera non apparitene più al suo autore. Immagini forti e amare quelle che mi colpiscono ..."a quattro zampe, ruvidi" -"barbe incolte della disciplina" - "i denti son tutti canini" - "sguardi come cecchini"...questo è il reale di una umanità che toglie la maschera... e poi l'ipocrisia del mostrarsi, in versi altrettanto forti per satira amara "ad esporre vetrine e simpatia..." "ci riveriamo..." Ed io qui a leggere e a chiedermi dove sia finita l'intima morale dell'uomo e se mai sia esistita... e a quanto millantato credito vi è nella presunta civiltà dell'essere...






