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Introspezione 28 febbraio 2015 · lettura 1 min · 941 letture

Ma quale poeta

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Ma quale poeta del cazzo, io scrivo perché sono stronzo; e poi sono pure vigliacco: io scrivo, cosi non affronto. Vorrei non avere più il tempo d’ immergermi dentro i meandri di questa mente di merda che mente ogni volta che pensa. Vorrei costruire palazzi di fatti e non più di parole, ma ho questa lunga condanna chissà quanto ancor da scontare. Vorrei sporcarmi le mani di terra, di risse, d’ amore e sbagliare senza il timore di un giudizio o di un calo di stile. Osservo gli uomini franchi, silenti, panciuti, barboni, quegli uomini, per farmi capire, cui par girar sempre i coglioni e li ammiro perché sono sinceri, non san costruire segreti, hanno solo risposte dirette e alla sera gli puzzano i piedi. Sono come quegli alberi enormi con cui certo non puoi dialogare, ma che dan sicurezza e presenza ed un gran senso di protezione. E vorrei chieder scusa a quei tanti che si son fatti abbindolare dai modi con i guanti bianchi e dal suono delle belle parole.
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