A chi in sè rinasce
Caduco sguardo di caduco vir,
se il timor di perir
del tuo voler già non fu accecamento,
guarda onda nuova su onda vagir,
e spumando lambir
di tuo pensier il gran mar turbolento;
le grige foglie di saldo sentir,
lascia chete morir
come ombre stanche sferzate dal vento:
fragili gemme saprai preferir,
ché il dolor di fiorir
di prima morte cancella il tormento.
Sii tuo tramonto, poi tua alba ancor,
che del nascer l'amor
il tuo rinascer t'insegni ad amar,
ed il fiero guardar
laddove ai più impedisce l'orror.
Mai non sii pago di nuovo albeggiar,
dell'eterno virar
dei vespri tuoi in mattutino chiaror,
sinché nero baglior
d'eclissi infin lo verrà a cancellar.
©
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