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Introspezione 15 marzo 2015 · lettura 1 min · 1916 letture

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Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Ho ben poco da offrire a questa moltitudine di pance arcuate. Si è protesi all'incremento del gelo e i corpi sono cani rabbiosi addestrati alla mescolanza. Ho ben poco da rinunciare in questa urgenza che tutti ci attanaglia. L'abrasione del momento è un fatuo sospiro di sollievo. Ho solo sonda e pennello incastonati nelle fauci, con una potrei ispezionare il manto della tua animosità, con l'altro pitturare d'oblio il tuo corpo calloso quando eclissa il sole.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (7)

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Pagu15 marzo 2015

"L'abrasione del momento"... forse il significato di questa bella poesia è rinchiuso in questa parte di un verso. Si arriva a un punto in cui tutto ci sembra vuoto e inutile per cui l'unica soluzione è l'oblio. Credo che il poeta abbia espresso molto bene queste sue impressioni. A volte il cammino è tortuoso, ma la vita è difficile e altro non si può sperare. Ottimo poesia e ottimi spunti. Complimenti.

rita iacobone15 marzo 2015

Si presenta con una rassegnata saggezza del poeta la constatazione dell'andare inevitabile dell'esistenza umana. Come sempre sagace e originale nel suo riflettere interiore il lavoro piace ed interessa molto.

Rosita Bottigliero15 marzo 2015

Uno sconforto nel duro cammino della vita fa desiderare silenzio che si aggrappa a stimoli di vita ormai vinti. Bellissima lirica.

Catia Dinoni15 marzo 2015

Umanità significa identità: tutti gli uomini sono fatti della stessa argilla; nessuna differenza, almeno quaggiù, nella predestinazione; la medesima ombra prima, la medesima carne durante, la medesima cenere dopo. Ma l'ignoranza mescolata all'impasto umano lo rende nero incurabile penetrando nell'interno dell'uomo vi diventa il male. Victor Hugo -I miserabili- Molto bella questa introspezione, dove si percepisce il disappunto per il degrado che attornia questa società, vi é la giusta dose di rabbia che fa muovere la voglia di agire, dare nuovi colori al grigiore che impasta l'uomo. Versi accattivanti, molto buono il ritmo, particolarmente originale l'ultima strofa dove le metafore usate incidono nello stile che distingue da sempre l'autore

Alberto De Matteis15 marzo 2015

Siamo continuamente circondati e attanagliati da circostanze e fatti che certamente ci catturano e ci imprigionano ed il bravo Autore, con questa poesia, al solito originale e profonda, ci consiglia l'oblio per tutto ciò che può dare fastidio e sconforto.

Azar Rudif15 marzo 2015

Inutile dare qualcosa alle pance arcuate, hanno già troppo in quelle pance e rischieranno di scoppiare prima o poi. La razza umana (e razza è un complimento esagerato) ha deciso di diventare un unico impasto melmoso e informe dove neanche Dio riconoscerà nessuno. Ultima strofa che offre un ultimo appiglio di capire e poi di annullare tutto ciò. io l'ho generalizzata, ma penso che l'ultima strofa sia puntata a qualcuno in particolare oppure, l'uno vale per il tutto

nemesiel16 marzo 2015

Una moltitudine che appare come unico corpo ma quasi informe, indistinguibile... e quell'abrasione che intendo come momentaneo oblio di questo intollerabile reale, è solo un attimo di sollievo destinato a svanire... Certamente amara, vera ma ...mi auguro... tratteggio di realtà reversibile